Maltempo: 1837 eventi estremi nel 2021, danni incalcolabili alle coltivazioni e alle strutture agricole

"Violenti temporali, tornado e tempeste di vento che colpiscono le città e le campagne si abbattono su un territorio nazionale fragile"

MeteoWeb

Con l’ultima ondata di maltempo che ha devastato la Sicilia sale il conto degli eventi estremi nel 2021 in Italia con il record di 1837 tra nubifragi, tornado, tempeste di vento, grandinate, ondate di calore e di gelo estremi in aumento del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che fa segnare i record da quando sono iniziate le registrazioni“: è quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (ESWD) relativi ai primi dieci mesi dell’anno, in riferimento al ciclone mediterraneo che ha colpito l’Italia.

L’uragano del sud – sottolinea la Coldiretti – sta massacrando l’agricoltura siciliana distruggendo le coltivazioni di ortaggi mentre ci vorranno anni per ripiantare gli agrumeti sradicati o finiti sott’acqua. E’ impossibile entrare nei campi per effettuare le tradizionali semine autunnali mentre – precisa la Coldiretti – il vento ha fatto cadere a terra le olive dagli alberi e gravi danni si registrano anche alle strutture e alle infrastrutture agricole“.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi stimati che hanno già superato i due miliardi quest’anno tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne“.

Violenti temporali, tornado e tempeste di vento che colpiscono le città e le campagne – sottolinea la Coldiretti – si abbattono su un territorio nazionale fragile dove a causa della cementificazione e dall’abbandono – precisa la Coldiretti – sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che hanno parte del proprio territorio a rischio frane e/o alluvioni. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – sottolinea la Coldiretti – si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici – precisa Coldiretti – servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia“.

Quanto sta accadendo in questi giorni evidenzia che siamo entrati in una nuova fase del fenomeno dei cambiamenti climatici dinanzi alla quale servono nuove strategie per garantire la messa in sicurezza dei territori e delle attività produttive” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “in tale ottica il Pnrr può rappresentare un’opportunità per introdurre nuove tecniche capaci di affrontare quelle situazioni di emergenza che gli strumenti della legislazione attuale non sono più in grado di governare“.