Problemi sulla sonda Lucy della NASA, lanciata lo scorso 16 ottobre da Cape Canaveral e diretta verso gli asteroidi di Giove. Uno dei due grandi pannelli solari della sonda, infatti, non si è dispiegato correttamente e i tecnici della NASA sono al lavoro per cercare di chiarirne le cause. Al momento la sonda gode di buona salute e la produzione di energia non sembra presentare particolari criticità, come spiega l’agenzia spaziale statunitense sul blog della missione. Resta ancora da valutare se questo imprevisto potrà avere ripercussioni a lungo termine su altre operazioni.
Un nuovo tentativo per aprire completamente il pannello solare verrà fatto non prima della fine della prossima settimana. Per concentrarsi sulla risoluzione del problema, gli ingegneri hanno per il momento rinviato il dispiegamento della piattaforma necessaria per il puntamento degli strumenti: tutte le altre attività post-lancio, invece, proseguono come da programma.
La prima manovra della sonda è prevista per metà dicembre.
Un viaggio lungo e tortuoso a caccia di asteroidi troiani
“Visiteremo più asteroidi di qualsiasi altro veicolo spaziale nella storia“, ha affermato il ricercatore principale di Lucy Hal Levison, del Southwest Research Institute (SwRI) a Boulder, in Colorado, durante una conferenza stampa. “Supereremo anche un altro record: stiamo andando più lontano dal Sole di qualsiasi altro veicolo spaziale a energia solare nella storia,” ha aggiunto Levison. Lucy batterà il record della sonda Juno della NASA, che orbita attorno a Giove da luglio 2016.
I principali obiettivi scientifici di Lucy sono gli asteroidi troiani, rocce spaziali che orbitano intorno al Sole nell’orbita di Giove. Esistono due gruppi di troiani: uno che precede Giove intorno alla nostra stella e uno che segue il pianeta gigante.
Gli astronomi hanno catalogato fino ad oggi più di 7.000 troiani, ma la popolazione totale delle rocce spaziali è molto più consistente, forse addirittura comparabile a quella della principale fascia di asteroidi tra Marte e Giove, ha affermato Levison. Lucy sarà la prima navicella spaziale a dare un’occhiata da vicino a qualsiasi troiano e le sue osservazioni potrebbero essere rivelatrici.
“I modelli di formazione ed evoluzione dei pianeti suggeriscono che gli asteroidi troiani sono probabilmente resti dello stesso materiale primordiale che ha formato i pianeti esterni, e quindi servono come capsule del tempo, dalla nascita del nostro sistema solare oltre 4 miliardi di anni fa,” hanno spiegato i rappresentanti del SwRI. “Questi corpi primitivi contengono indizi vitali per decifrare la storia del nostro sistema solare e potrebbero persino fornire informazioni sulle origini dei materiali organici – e persino della vita – sulla Terra“.
Il viaggio di Lucy nelle vicinanze di Giove sarà lungo e tortuoso: la sonda effettuerà due diversi sorvoli della Terra prima di dirigersi verso il pianeta gigante. Poi, nell’aprile 2025, Lucy effettuerà il suo primo sorvolo di asteroidi, un incontro con una sasso spaziale nella fascia degli asteroidi chiamato (52246) Donaldjohanson.
Il team di Lucy ha assegnato il nome all’asteroide in onore del paleoantropologo Donald Johanson, il co-scopritore del famoso fossile “Lucy“, una femmina di 3,2 milioni di anni della specie di ominidi Australopithecus afarensis. Il fossile, a sua volta, prende il nome dalla canzone dei Beatles “Lucy in the Sky with Diamonds“. Il logo a forma di diamante della missione Lucy è un riferimento alla canzone.
Dopo avere osservato (52246) Donaldjohanson, la sonda si dirigerà verso lo sciame troiano principale, volando infine verso 4 diversi asteroidi dall’agosto 2027 al novembre 2028. Successivamente, Lucy si dirigerà verso il gruppo “di coda”, dove incontrerà tre rocce spaziali, nel marzo 2033.
Lucy non si fermerà a lungo vicino ai suoi obiettivi.
“Miriamo quasi direttamente su di loro, volando entro 1.000 km dalla loro superficie, e Lucy non rallenterà per questi passaggi ravvicinati; si muoverà a velocità tra 5 e 8 km al secondo rispetto agli asteroidi troiani,” ha spiegato Keith Noll, scienziato del progetto Lucy presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. “Quindi gli incontri avverranno rapidamente, con i dati migliori raccolti in poche ore durante gli avvicinamenti“.
Questi dati, raccolti da diverse fotocamere e spettrometri, riveleranno al team della missione la composizione, la struttura e l’attività degli obiettivi.
Lucy nasconde al suo interno una targa, una capsula del tempo, con un messaggio per l’umanità del futuro, che i nostri discendenti potranno recuperare tra migliaia di anni.
La capsula del tempo di Lucy continua l’eredità delle grandi missioni NASA degli anni ’70, come la targa delle sonde Pioneer 10 e 11 o il disco d’oro delle Voyager 1 e 2. La targa è stata installata sulla navicella durante una cerimonia al Lockheed Martin Space di Littleton, in Colorado, il 9 luglio 2021.
