E’ diventato virale sui social uno scatto proveniente da “un altro mondo”: attribuito erroneamente alla NASA, la foto ritrae una parete alta circa un km, con massi sulla gola che hanno diametri di circa 20 metri.
Si tratta di un’immagine che raffigura la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, raggiunta e fotografata dalla sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea nell’agosto del 2014.
La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è tra le comete più note e studiate ed ha anche effettuato un passaggio “ravvicinato” al nostro pianeta questo mese: il perigeo è avvenuto il 12 Novembre, a più di 62 milioni di km dalla Terra, tra le orbite del nostro pianeta e di Marte. E’ stato l’avvicinamento maggiore di 67P dei prossimi 193 anni, fino al 16 Novembre 2214.
La cometa 67P, ha spiegato ai microfoni di MeteoWeb Sandro Bardelli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), “è la più studiata al mondo, grazie alla missione Rosetta e al lander Philae che è atterrato sulla sua superficie“. Lo studio di questo oggetto, ha rivelato “sorprese: è una cometa strana, non ha una forma ‘a patata’, ma è composta da due lobi“. In precedenza “si riteneva che tutte le comete fossero palle di ghiaccio sporche, mentre in realtà 67P è molto rocciosa, con colline alte 600 metri circa, con ghiaioni che ricordano le Dolomiti come conformazione“. Il suo colore è “nero, come carbonella e bitume“, mentre, riguardo il suo odore, “una casa di profumi ha tentato di riprodurlo, facendo riferimento al tipo di molecola sprigionata, ed è emerso che 67P ha un odore di uova marce e stallatico“.
La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
67P/Churyumov-Gerasimenko è una cometa ordinaria, con un’orbita stretta attorno al Sole. Gli astronomi sovietici Klim Ivanovych Churyumov e Svetlana Ivanovna Gerasimenko l’hanno scoperta il 22 ottobre 1969. Impiega solo 6,43 anni per completare un’orbita intorno al Sole, cosa che la rende un bersaglio attraente per i veicoli spaziali. Il suo nucleo è largo circa 4,2 km.
Gli astronomi ritengono che le comete a doppio lobo come 67P si siano formate durante le lente collisioni di detriti ghiacciati, nelle prime fasi della formazione del nostro Sistema Solare, circa 4,5 miliardi di anni fa.
La visita di Rosetta
La missione Rosetta dell’ESA (prende il nome dalla Stele di Rosetta, uno strumento inestimabile per decifrare le antiche scritture egizie) è stata una missione rivoluzionaria. È stata la prima a includere un orbiter che ha accompagnato la cometa mentre sfrecciava nello Spazio per un anno prima del suo perielio di agosto 2015. La sonda è rimasta con la cometa anche per un secondo anno, dopo il perielio, quando ha ricominciato a dirigersi verso l’esterno, lontano dal Sole. Il lander della missione Rosetta è stato chiamato Philae in riferimento ad un antico obelisco egizio: quando è atterrato sulla superficie di 67P il 12 novembre 2014, è diventato il primo lander ad atterrare su una cometa. Philae è atterrato tutto intero, ma è rimbalzato nella bassa gravità della cometa, ed è stato trovato un mese dopo.
