“Stavo rivedendo il terremoto del 29 ottobre nelle Marche, quello di magnitudo 4.1 (Mw), 4.3 (ML), con epicentro a Cartoceto (PU). Ha avuto pochissimi aftershock, piccoli e tutti nelle prime ore (6, massima magnitudo 2.7)“. E’ quanto scritto da Alessandro Amato, sismologo dell’INGV, sulla propria pagina Facebook. “È un fatto tipico dei terremoti “profondi” (non crostali, o meglio non localizzati nella crosta superiore dove ci sono le faglie appenniniche ben note) – prosegue l’esperto –. Tutti questi 7 terremoti sono stati ben localizzati tra i 35 e 40 km di profondità, a dimostrazione dell’efficacia della Rete Sismica nazionale in questo settore. Rivedendo un articolo di un po’ di anni fa (2009, v. foto nella gallery in alto, ndr) si vede molto bene che i terremoti di questi ultimi giorni sono associati alla placca adriatica che si inflette verso sudovest, al di sotto dell’Appennino, e che è responsabile di molti dei processi geologici e sismici che avvengono in Italia centro-settentrionale (sono sulla sezione EF della figura, tra i cerchietti rossi)”, conclude Amato.
