I salmoni migratori del Pacifico sono un gruppo di specie la cui abbondanza è cambiata drasticamente in risposta ai cambiamenti climatici. Sebbene la diminuzione della portata estiva e il riscaldamento dell’acqua dolce riducano la qualità dell’habitat dei salmoni in alcune parti del loro areale, il ritiro dei ghiacciai sta creando nuovi corsi d’acqua e laghi che i salmoni possono colonizzare.
Il riscaldamento dei flussi artici e subartici, in combinazione con il ritiro dei ghiacciai, infatti, potrebbe creare potenziali nuovi habitat per il salmone del Pacifico nel prossimo secolo, secondo quanto suggerisce uno studio di modellizzazione pubblicato sulla rivista Nature. Studi precedenti hanno osservato la colonizzazione dei corsi d’acqua appena deglaciati da parte del salmone, ma è stato difficile prevedere i futuri cambiamenti nell’habitat del salmone tra le regioni.
Ora Kara Pitman e colleghi hanno modellato il ritiro dei ghiacciai sotto diversi scenari di cambiamento climatico. Lo studio è stato condotto su un’area di 623.000km² del Nord America occidentale. Entro il 2100, gli autori prevedono che circa 6.000km di nuovi corsi d’acqua saranno accessibili al salmone del Pacifico e, di questo nuovo habitat accessibile, quasi 2.000km saranno adatti alla deposizione delle uova e all’allevamento degli avannotti. Per esempio, l’abbondanza di salmone rosa è cresciuta fino a oltre 5000 riproduttori adulti entro circa 15 anni dalla creazione di un nuovo corso d’acqua (di circa 2km) e di un sistema lacustre in seguito al ritiro dei ghiacciai a Glacier Bay, in Alaska. Dallo studio, emerge che le sottoregioni del Golfo dell’Alaska e del fiume Copper hanno il più grande aumento previsto dell’habitat di riproduzione e allevamento del salmone, con 757 (±279) e 408 (±105) km, rispettivamente, entro il 2100.
Gli autori osservano che il ritiro dei ghiacciai è solo una conseguenza del cambiamento climatico e altri effetti indotti dal clima, come le ondate di calore oceanico, l’innalzamento del livello del mare e gli eventi estremi di inondazione, potrebbero causare un calo diffuso dell’abbondanza di salmoni.
Il ritiro dei ghiacciai crea anche nuove prospettive per industrie come l’estrazione mineraria, che possono degradare l’habitat del salmone. Comprendere i tempi e la posizione dell’habitat emergente del salmone è fondamentale per informare la pianificazione della conservazione e per evitare il degrado del futuro habitat del salmone, concludono gli autori dello studio.

