In Italia apre il tribunale di pesci rossi: troppi pesciolini maltrattati, alla pari di cani e gatti

Dal 10 febbraio verrà avviato un vero e proprio servizio di tutela legale per questi animali chiamato appunto Tribunale dei pesci rossi

Non solo cani e gatti e animali tenuti in gabbia o alla catena, in Italia esiste un altro animale in cima alla lista dei maltrattamenti. Udite, udite parliamo niente meno che del pesce rosso, la cui presenza nelle case degli italiani è molto vicina in percentuale a quella dei cani e dei gatti e vale a dire in almeno 5 milioni di famiglie. Molto spesso inoltre i vari pesci rossi vengono tenuti nelle bocce di vetro, che sono vietate per legge, cosi come sarebbe necessario tenere il pesce in compagnia essendo un animale socievole e sociale. I pesci rossi dovrebbero stare sempre in compagnia (cresce tantissimo e dovrebbe stare nei laghetti, solo i rossi ornamentali possono stare negli acquari tipo oranda, chicco di riso, ranchu), ma la sola compagnia che gradiscono è quella dei loro simili, non di pesci di altre specie. E questa gestione sconsiderata di un animale spesso tenuto in solitudine in bocce di vetro vietate e negli acquari insieme a specie di pesci di cui non gradisce la presenza.

Riteniamo sia giusto che la gente sia a conoscenza che scorretta gestione dei pesci rossi ospiti nelle nostre case costretti a nuotare in spazi angusti rispetto alla possibilità di nuotare come sarebbe loro diritto nei laghetti – scrivono gli animalisti di AIDAAun importante passo in avanti era stato fatto con il divieto di regalare e vendere i pesci rossi alle feste di paese e nei luna park ma poi ci si è fermati. Un passo indietro notevole. Ecco perché – conclude il comunicato degli animalisti – dal 10 febbraio avvieremo un vero e proprio servizio di tutela legale per questi animali chiamato appunto Tribunale dei pesci rossi a cui tutti potranno rivolgersi per chiedere informazioni e segnalare abusi nei confronti di questi animali che per noi hanno gli stessi diritti degli altri che vivono nelle case degli italiani”.