Le immagini satellitari della Geo-Informatics and Space Technology Development Agency (GISTDA) mostrano che la fuoriuscita di petrolio avvenuta il 25 gennaio ha coperto un’area di 67 chilometri quadrati nel Golfo di Thailandia. Il petrolio ha iniziato a fuoriuscire da un gasdotto gestito dalla Star Petroleum Refining Plc a circa 20 chilometri al largo della costa di Rayong e le stime parlano di 50 mila litri di greggio che si sono riversati in mare. La Marina thailandese e altre navi stanno cercando in tutti i modi di fermare la marea nera.
La chiazza ha gia’ danneggiato diverse miglia della costa di Rayong e si teme ora per Koh Samet, isola finora incontaminata e circondata da preziose barriere coralline, che fa parte del Parco Nazionale Khao Laem Ya-Koh Samet. Il dipartimento per la prevenzione e la gestione dei disastri ha affermato che meta’ della spiaggia di Mae Rampheung a Rayong e’ ancora contaminata dai fanghi prodotti dalla fuoriuscita dell’oleodotto sottomarino, sotto forma di un sottile strato di petrolio depositato lungo 6 miglia di costa; l’area e’ stata dichiarata zona disastrata dalla provincia e chiusa al pubblico.
Nel 2013 la spiaggia di Ao Prao sull’isola di Koh Samet era stata ricoperta da un altro sversamento di petrolio greggio durante un’operazione di trasferimento di idrocarburi su una petroliera. Nel Golfo della Thailandia ci sono piu’ di 200 installazioni petrolifere, che convivono con difficolta’ con alcune tra le piu’ rare bellezze naturali del pianeta, minacciandole costantemente.
