Dall’Argentina arriva la notizia della morte dell’alpinista italiano Corrado Pesce, travolto venerdì 28 gennaio da una valanga di neve e pietre su una difficile parete del Cerro Torre in Patagonia. “Non puo’ piu’ essere vivo”, ha assicurato all’ANSA Carolina Codo, medico argentino e responsabile del Centro dei soccorsi alpini di El Chalten. “Abbiamo potuto solo oggi ingrandire le immagini di un drone volato venerdi’ mattina nella zona dell’incidente. Si vede il corpo di Pesce scivolato 50 metri sotto la piattaforma dove aveva passato la notte con un compagno argentino. A quell’altezza, e senza protezione adeguata, la morte per ipotermia arriva dopo massimo due ore“, ha spiegato la responsabile.
Già nella giornata di ieri, Codo, che ha ricevuto informazioni dallo scalatore argentino Tomas Aguilo che si trovava con Pesce quando e’ caduta la valanga, aveva detto che era quasi impossibile che l’italiano potesse resistere a lungo alle basse temperature esistenti sul posto.
A causa della valanga, i due alpinisti avevano perso tutto il loro equipaggiamento. Anche Aguilo e’ rimasto ferito ma e’ riuscito a raggiungere una quota piu’ bassa dove e’ stato salvato da un elicottero. Prima di scendere piu’ a valle, Aguilo aveva lasciato il compagno italiano in una rientranza della parete conosciuta come ‘El box de los ingleses’.
