Ci sono novità nell’aggiornamento serale sul medio-lungo periodo, da parte dei modelli matematici e, in particolare, da parte di quello europeo ECMWF. Nelle simulazioni fino a ieri, è stato dato come preponderante la figura anticiclonica sui comparti centro-occidentali del continente, sicché eventuali azioni instabili che avrebbero potuto interessare parte delle nostre regioni, sarebbero potuto arrivare in prevalenza con asse direzionato da Nord/Nordest e maggiormente minaccianti le aree del medio-basse Adriatico e meridionali stante, appunto, il blocco anticiclonico a Ovest piuttosto coriaceo. Invece, dagli ultimissimi aggiornamenti viene fuori una ipotesi, sul più lungo periodo, mediamente intorno al 5/8 febbraio, di possibile azione sub-polare marittima o anche artica, ma con asse sempre Nordest/Sudovest decisamente più indirizzato a Ovest.
L’ipotesi che viene fuori dall’analisi delle simulazioni matematiche ultime è del tipo quella rappresentata nell’immagine in evidenza. L’alta pressione di blocco sull’Ovest del continente, sostanzialmente, verrebbe demolita e proprio verso le aree occidentali europee si direzionerebbe, invece, il flusso freddo. Se questa configurazione trovasse conferma nei prossimi giorni, cambierebbe certamente lo scenario a scala mediterranea, poiché farebbero irruzioni correnti moderatamente fredde verso l’Europa centrale prima e poi verso la Spagna, naturalmente con ingresso delle medesime correnti anche sul Mediterraneo occidentale e attivazione di un flusso umido, instabili e relativamente fredde da Ovest verso la nostra penisola. Ci sarebbero, dunque, le condizioni per un peggioramento del tempo anche, e forse di più, sulle regioni centro-settentrionali, dove non piove in maniera significativa dal 4/5 gennaio. L’aspetto termico legato a questo tipo di affondo andrebbe naturalmente valutato a più stretto giro, tuttavia ci potrebbero essere le condizioni per nevicate fino a bassa quota sulle regioni settentrionali e, naturalmente, per un significativo, forse anche auspicato apporto nevoso verso le aree alpine. Si tratterebbe certamente di uno sblocco importante in termini pluviometrici per l’Italia, ma l’azione coriacea dell’alta pressione dimostrata da molti giorni a questa parte, ci impone ancora una dovuta cautela in riferimento a questa possibile svolta nella circolazione atmosferica attesa sul finire della prima settimana di febbraio. La redazione di medio continuerà a monitorare l’evoluzione nel medio-lungo periodo, apportando quotidiani aggiornamenti.
