Ristoratore muore a 41 anni per arresto cardiaco, 20 giorni fa faceva il vaccino dicendo: “Se non ci rivediamo è stato bello”

Si è seduto sotto al portico di casa, ha poggiato una mano sul petto ed è morto: il ristoratore che non voleva vaccinarsi è deceduto dopo 20 giorni per arresto cardiaco

E’ stata una morte straziante quella di Nicola Galante, ristoratore e dirigente della squadra di calcio di Casalbordino, in Abruzzo. Non era la prima volta che il suo cuore faceva capricci. Quando si è accorto dell’infarto in corso ha chiamato il 118 e si è seduto sotto il portico davanti casa. Ha poggiato una mano sul petto e all’improvviso ha smesso di respirare, a soli 41 anni.

Il cordoglio in paese, come anche a Pescara, è stato tanto. Lo stesso vale per Ortona, dove Galante lavorava da quando, a causa del Covid, aveva dovuto chiudere il suo ristorante in paese e aveva iniziato a lavorare in un agriturismo in contrada Caldari di Ortona.

Il primo infarto Nicola lo aveva avuto a 31 anni, ma era sopravvissuto. Non era sposato Nicola e si dedicava alla cucina e al calcio, facendo controlli periodici al cuore. Nei prossimi giorni avrebbe dovuto sottoporsi a visita cardiologica.

Profetico e inquietante è un post pubblicato dallo stesso Nicola sulla propria pagina Facebook lo scorso 4 gennaio, quando, dopo essersi sottoposto a vaccinazione anti Covid scriveva “Se non ci rivediamo è stato bello…“.