Covid, Speranza: “dobbiamo cambiare strategia ma essere cauti e proseguire con i vaccini. Valutiamo mascherine al chiuso”

Scuola in presenza, terze e quarte dosi di vaccino, cautela: queste le parole d'ordine del nuovo approccio del governo contro il Covid

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Sarebbe fuori dalla storia gestire la pandemia come un anno fa ma ci vuole cautela. Cautela e fiducia. La pandemia non è finita“. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘Che tempo che fa’ su Rai3. “La quarta dose di vaccino anti Covid è indicata ora per gli immunocompromessi, categoria particolarmente fragile. Alla nostra comunità scientifica abbiamo chiesto cosa fare e per ora non c’è evidenza per una quarta dose per tutti ma si pensa ad una quarta dose a fasce d’età più avanzata. Domani mi confronterò a Bruxelles anche con la commissaria europea e capiremo se farla e quando, aspettando ad esempio la fase pre-autunnale“, ha sottolineato Speranza.

Sulla scuola la linea del governo è stata molto chiara, ogni volta che avevamo un tesoretto da investire lo abbiamo investito sulla scuola, è una priorità. Mancano poco più di due mesi alla fine dell’anno l’obiettivo è tenere il più possibile i ragazzi in classe“, ha precisato il Ministro della Salute. “I lavoratori sopra i 50 anni e quelli delle categorie dell’obbligo potranno tornare a lavoro ma dovranno fare il tampone“, ha ribadito Speranza riferendosi al rientro a scuola dei professori non vaccinati, i quali non potranno ancora avere contatti con gli studenti.

Dobbiamo insistere con la campagna di vaccinazione, anche ora che si sta più all’aperto. Queste misure per ora sono idonee e positive, è vero che sono aumentati i casi ma nell’ultima settimana c’è stata una stabilizzazione. Ora 472 posti letto in terapia intensiva, un anno fa 4 mila. Ora possiamo affrontare con le conoscenze e gli strumenti la situazione. Possiamo avere un approccio diverso“, ha detto ancora Speranza.

Noi abbiamo appena chiuso la stagione più difficile per contrastare i virus, autunno e inverno, senza fare chiusure come hanno dovuto fare alcuni paesi, il 91,36 degli over 12 ha fatto la prima dose, il 90% la seconda e 38,5 milioni il booster. Così abbiamo attraversato l’inverno senza chiusure. Ora il virus non scompare ma viene affrontato con misure ordinarie, come le mascherine al chiuso che restano e su questo faremo una nuova valutazione ad aprile su cosa fare. Teniamo linea di prudenza“, ha concluso il ministro Speranza.