I modelli matematici continuano un po’ tutti a disegnare scenari decisamente votati all’instabilità tra fine mese e i primi 2/3 giorni di aprile. Salvo qualche lieve divergenza sull’asse di saccatura, ma questi sono aspetti a ora piuttosto secondari, l’impostazione barica di massima sembra essere abbastanza univoca e nella direzione di un importante cavo depressionario di matrice nordeuropea, che taglierebbe trasversalmente il continente, dai settori scandinavi verso quelli centro-occidentali, per poi affondare in maniera più diretta proprio verso il Mediterraneo centrale. Ci sarebbero i presupposti per una importante fase perturbata un po’ per tutta la nazione, a causa di insistenti correnti dapprima occidentali o meridionali, poi in rotazione dai quadranti nord-occidentali.
Naturalmente l’impostazione barica è destinata a subire micro modifiche continue nei prossimi aggiornamenti, ma la linea di tendenza sembra piuttosto delineata con arrivo di piogge importanti. Stando alle simulazioni prevalenti, come rappresentato in sintesi nella mappa interna, le aree più esposte a fenomeni più continui e più consistenti potrebbero essere quelle tirreniche in genere, anche centro-settentrionali appenniniche e il Nord Italia. Tra queste, piogge particolarmente insistenti potrebbero riguardare la Toscana, il Lazio, parte dell’Umbria, anche la Campania, il Friuli-Venezia Giulia e parte del Nordest Veneto. Fenomeni magari un po’ più irregolari e mediamente meno intensi sul medio-basso Adriatico, sui settori ionici e sulla Sicilia centro-meridionale. Relativamente all’aspetto termico, la distanza è ancora abbastanza per cui le attuali proiezioni sono poco credibili, ma ancora una volta traspare dalle simulazioni il possibile innesto di aria relativamente fredda che sarebbe, in origine, abbastanza fredda poichè di estrazione scandinava, ma che, effettuando essa un largo giro tra Europa centrale, poi anche settori atlantici orientali, subirebbe una lieve mitigazione arrivando meno fredda sull’Italia con ingresso dalla Valle del Rodano. Tuttavia, potrebbe essere ugualmente in grado, soprattutto nei primi 2 giorni di aprile, di connotare il peggioramento anche in forma invernale, consentendo precipitazioni nevose fino a quote medio-alto collinari. Ribadiamo, però, che stiamo nell’ambito delle tendenze per cui tutto va confermato con i successivi aggiornamenti.
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