Putin firma il decreto: “il gas si paga in rubli da domani, stop ai contratti per chi non si adegua”

Putin va avanti e firma il decreto: da domani il gas della Russia si può pagare solo in Rubli. Chi non lo fa, avrà il contratto sospeso. Germania e Italia a rischio

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato nel primo pomeriggio di oggi di aver firmato un decreto sulla nuova procedura per il pagamento del gas russo da parte dei “paesi ostili“. Gli acquirenti dovranno pagare in rubli. “Offriamo uno schema chiaro e trasparente“, ha spiegato, e “per acquistare gas naturale russo devono aprire conti in rubli nelle banche russe“. Il decreto entra in vigore da domani, 1 aprile, esattamente come il leader russo aveva annunciato la scorsa settimana innescando un pesantissimo rimbalzo del rublo sui mercati delle quotazioni internazionali, consentendo alla valuta russa di recuperare in pochi giorni tutte le perdite del mese precedente. Putin ha aggiunto che in caso di mancato pagamento in rubli, i contratti saranno sospesi.

Putin ha spiegato che l’Europa ha ricevuto di fatto un mese di gas russo gratuitamente, avendolo pagato in euro ma dopo che con le sanzioni aveva congelato i conti russi in euro e dollaro. Il capo dello Stato ha aggiunto che questa situazione non può andare avanti, perché significherebbe continuare a regalare il gas alle potenze occidentali che pagano in una valuta che per Mosca è congelata. Insomma, le sanzioni si rivelano un gigantesco boomerang proprio per i Paesi che – come l’Italia – hanno deciso di applicarle.

banconote rubli

Il prezzo del gas è subito balzato verso l’alto in Europa dopo le parole del presidente russo. Ad Amsterdam le quotazioni sono balzate a 127 euro al Mwh, per poi ripiegare a 123 euro con un rialzo dell’1,5%. A Londra il prezzo sale a 302 penny al Mmbtu, in rialzo del 5,6%.

Il decreto e le parole di Putin smentiscono tutte le indiscrezioni della stampa occidentale, che fino a stamani considerava “scampato” il pericolo del pagamento del gas in rubli, parlando di un “dietrofront” di Putin che sulla questione sarebbe stato stoppato dal suo vice premier e da Elvira Sachipzadovna Nabiullina, la governatrice della Banca Centrale di Russia. Evidentemente, però, le informazioni dei giornalisti occidentali erano inesatte e le telefonate che ieri i presidenti di Germania e Italia, Scholz e Draghi, hanno avuto con Putin non hanno portato a nulla di buono. Proprio i due Paesi più esposti, adesso, rischiano l’interruzione delle forniture se non si adegueranno al pagamento in rubli, con pesantissime conseguenze sull’economia internazionale e in modo particolare sul potere dell’euro e del dollaro americano. Una sfida economica internazionale che si gioca in una vera e propria partita a scacchi tra i big, sulla pelle dei cittadini che rischiano di rimanere senza riscaldamento, cucina e acqua calda nelle abitazioni.

Francia e Germania: “prepariamoci a tutto, domani potremmo non avere più il gas russo”

Dobbiamo prendere in considerazione tutti gli scenari, dobbiamo prepararci perché domani potrebbe non esserci più il gas russo“. Lo ha detto il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire in una conferenza stampa con il ministro dell’economia tedesca Robert Habeck al termine di un incontro bilaterale. Per domani Le Maire intende il prossimo futuro. Entrambi i ministri hanno ribadito che i contratti per le forniture russe saranno pagati nella valuta concordata e non in rubli. “E’ determinante che i contratti siano rispettati, eviteremo di dare segnali che saremo oggetto di ricatto da parte di Putin, lo eviteremo a tutti i costi“, ha detto Habeck.

Scholz: “ieri l’ho detto a Putin, continueremo a pagare in euro”

Abbiamo guardato i contratti, c’è scritto che si paga in euro. E ho chiarito nella telefonata che rimarrà così“. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz rispondendo a una domanda in cancelleria sul colloquio di ieri con Putin e anche sull’ultima dichiarazione del Cremlino che ha ribadito che il gas andrà pagato in rubli. “Le imprese potranno pagare, vorranno pagare e pagheranno in euro“, ha aggiunto.