La Russia continuera’ a fornire gas secondo volumi e prezzi fissati nei contratti precedenti, poiche’ il Paese ci tiene alla propria reputazione come partner e fornitore affidabile. Lo ha affermato il Presidente russo, Vladimir Putin, durante un incontro con i membri del governo. Nell’incontro, Putin ha anche detto che la Russia non accettera’ piu’ pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa, ma accettera’ solo rubli.
Putin ha ordinato al monopolista russo del gas Gazprom di convertire i contratti per la fornitura di petrolio e gas in rubli, in modo da sostenere la valuta russa. “Ho deciso di attuare una serie di misure per trasferire il pagamento delle nostre forniture di gas ai Paesi ostili in rubli russi”, ha affermato Putin, che ha ordinato che i cambiamenti siano attuati nel piu’ breve tempo possibile. Il quotidiano economico russo Kommersant scrive: “secondo Putin, fornire beni russi a Unione Europea e USA ricevendo pagamenti in euro e dollari “non ha alcun senso per noi”.
La pretesa di Putin di ricevere pagamenti del gas russo in rubli rappresenta una “violazione del contratto“, ha affermato il Ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck. “Ora discuteremo con i nostri partner europei su come reagire“, ha aggiunto.
Dopo l’annuncio di Putin sulla volonta’ di accettare solo pagamenti in rubli per il gas esportato in Europa, il rublo ha registrato un’impennata. Il cambio tra euro e rublo e’ rapidamente passato da 112 a 107 per poi attestarsi a 108,50, mentre il rapporto tra dollaro e rublo e’ scivolato da 103 a 97,75 per poi risalire a 100,25.
Le Borse europee, invece, peggiorano dopo le dichiarazioni di Vladimir Putin. L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,9%. Correnti di vendite a Francoforte (-1,3%), Madrid (-1,4%), Parigi e Milano (-1%), Londra (-0,1%). I listini sono appesantiti dai titoli tecnologici (-1,9%). Male anche le utility (-1,8%), con il prezzo del gas che ha registrato un balzo a 119 euro al Mwh per poi ritracciare a 115 euro. A Londra, invece, il prezzo sale a 279 penny al Mmbtu. Male anche le banche (-1,5%) e le assicurazioni (-0,5%). Vola l’energia (+2,1%), con il petrolio che prosegue a correre. Il Wti sale a 113 dollari al barile e il Brent a 120 dollari. Sul fronte valutario l’euro sul dollaro e’ poco mosso a 1,0970 a Londra. A Piazza Affari scivolano le utility con Iren (-2,4%), Hera (-2,9%). Male anche Stellantis (-2,6%) e Nexi (-1,9%). Male le banche con Intesa e Unicredit (-2,3%). Sugli scudi Saipem (+5,9%), alle prese con la manovra di risanamento. Bene anche Leonardo (+2,6%) e Tim (+1,6%).
