Telescopi terrestri e spaziali grandi produttori di CO2, ne immettono in atmosfera 1,2 milioni di tonnellate l’anno

Tra i telescopi spaziali, le emissioni maggiori di gas serra provengono dal telescopio spaziale James Webb

Secondo uno studio dell’Università di Tolosa, pubblicato su Nature Astronomy, i grandi telescopi spaziali e quelli terrestri sono grandi produttori di CO2, pari a 1,2 milioni di tonnellate l’anno.
La ricerca, coordinata da Juergen Knoedlseder, ha analizzato 50 missioni spaziali e 40 telescopi terrestri, scoprendo che, tra i telescopi spaziali, le emissioni maggiori di gas serra provengono dal giovanissimo telescopio spaziale James Webb, frutto di una collaborazione internazionale tra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Canadese. Tra i telescopi terrestri viene citato lo Square Kilometre Array (Ska), il progetto internazionale in costruzione in Australia e Sudafrica. Secondo i ricercatori, ciascuno dei due programmi immette nell’atmosfera 300mila tonnellate di CO2.

Seguendo il metodo sviluppato dall’Agenzia per la Transizione Ecologica e dall’Associazione Bilan Carbone, gli studiosi hanno focalizzato la loro attenzione sulle strutture di ricerca localizzate nello Spazio e sulla Terra, prendendo in considerazione materiali di costruzione, costi operativi, consumi di elettricità e il peso di lancio per le missioni spaziali: è emersa un’impronta di carbonio totale (che esprime le emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente) equivalente a circa 20,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica, ed emissioni annuali equivalenti a 1,2 milioni di tonnellate.