Guerra Ucraina, in Polonia vietato l’aborto alle donne ucraine violentate: “vengano in Italia”

Le violenze sessuali subite dalle donne ucraine da parte dei soldati russi sono diventate tema di dibattito internazionale, soprattutto ora che la Polonia sta negando loro il diritto di aborto

Sono oltre due milioni i profughi ucraini giunti in Polonia dall’inizio della guerra, e tra questi vi sono molte donne in gravidanza. Diventa sempre più concreto il dramma delle donne ucraine che, giunte in Polonia, non possono abortire nonostante la gravidanza sia frutto di violenza da parte dei militari russi. In Polonia, infatti, “l’aborto è un diritto negato, anche in seguito a violenza sessuale subita in Ucraina. Così le rifugiate ucraine, che oltre alla brutalità dei bombardamenti hanno subito anche violenze sessuali da parte delle forze militari russe, non possono scegliere liberamente sul proprio corpo“. Lo affermano Riccardo Magi, deputato e presidente di Più Europa, e Ilaria Donatio, del progetto scuola di politica di +E, Prime Donne. “Noi crediamo che sia un dovere intervenire e che sia urgente lanciare loro un appello e un invito affinchè vengano qui in Italia per poter accedere al Servizio Sanitario Nazionale per interrompere una gravidanza non desiderata e provocata dagli stupri etnici, ormai accertati di questa guerra maledetta inflitta dalla Russia di Putin. Come possiamo assistere a tutto questo orrore restandone fuori senza diventare complici dei carnefici? Sono in pericolo le vite delle donne ucraine e i nostri valori europei“, concludono Magi e Donatio.