Covid, Costa: “la mascherina nei supermercati? Non c’è più l’obbligo, dipenderà dai protocolli”

Dopo il 1° maggio "nei luoghi di lavoro non è previsto l'obbligo di mascherina, ma in alcune realtà ci sono protocolli che comunque ne prevedranno l'uso"

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Il governo ha scelto la gradualità: col primo maggio si archivia la stagione del Green Pass, abbiamo previsto il prolungamento dell’uso delle mascherine in alcune situazioni fino al 15 giugno. Dopodiché, se il quadro lo permetterà, allenteremo ulteriormente, eliminando l’obbligo in ogni luogo e situazione“: è quanto ha affermato a Radio anch’io, su Rai Radio 1, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. “Per ora riteniamo che i luoghi di trasporto siano luoghi in cui mantenere ancora la mascherina” mentre “sulla scuola non ci sono novità rispetto al precedente decreto, l’obbligo è stato mantenuto fino alla fine dell’anno scolastico“. L’obiettivo di questo iter “non è avere contagi zero” ma “è una convivenza col virus che non provochi più pressione sugli ospedali, per fare in modo che tornino a svolgere la loro normale funzione“.

Dopo il 1° maggio “nei luoghi di lavoro non è previsto l’obbligo di mascherina, ma in alcune realtà ci sono protocolli che comunque ne prevedranno l’uso“, ha proseguito Costa. Ad esempio, “nei supermercati, dal punto di vista normativo, non esiste più obbligo, ma ci può essere la sigla di una grande azienda che, attraverso un protocollo condiviso con associazioni datoriali e di categoria, continuerà a prevedere la mascherina. Ma questa è una scelta, non è dettata da un obbligo“. “Alcuni protocolli già in essere, figli di uno scenario diverso, in molti casi saranno rivisti, altri mantenuti“.

La maggioranza che coloro che oggi purtroppo perdono la vita sono o non vaccinati o anziani con altre comorbidità, per i quali infatti abbiamo previsto la quarta dose. Se oggi si apre una nuova fase è grazie a quel 92% di italiani che si è vaccinato,” ha affermato Costa. “Sul numero alto di decessi dovremmo forse approfondire meglio la causa: è indubbio che alcuni sono positivi ma hanno altre comorbidità quindi si tratta di capire quale è la causa principale del decesso,” ha concluso.

Bassetti: “un voto al Governo? Una sufficienza risicata”

Sulla proroga dell’obbligo delle mascherina al chiusosi va in una direzione dove non si poteva che andare alla fine. La realtà è che se fosse stato per Speranza avremmo tenuto le mascherina al chiuso anche a giugno. La scelta della raccomandazione è in linea con il resto dell’Europa. Se dovessi dare un voto al Governo? Una sufficienza risicata complessiva ma sulla scuola si prende un 4. Ai ragazzi si sarebbe potuto lasciare questo mese e mezzo senza mascherina in classe. E’ una ipocrisia italica“: è quanto ha dichiarato all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, “Per i trasporti pubblici, ospedali e Rsa è condivisibile che rimanga il dispositivo,” ha concluso l’infettivologo.