Vladimir Putin, secondo i documenti ufficiali, sarebbe nato il 7 ottobre 1952 a San Pietroburgo, allora Leningrado. Ma sono molti i dubbi sull’effettiva veridicità di questi riferimenti: in base ad alcuni documenti segreti, infatti, Putin sarebbe nato in Georgia due o tre anni prima, e poi adottato a Leningrado con una falsificazione del certificato di nascita dai genitori che oggi sono considerati – erroneamente – quelli naturali. Lo dimostrerebbero alcuni clamorosi documenti segreti di cui sarebbe venuto a conoscenza il giornalista italiano Antonio Russo, ucciso dopo atroci torture a Tbilisi, in Georgia, nel 2000 mentre raccontava la prima guerra di Putin per Radio Radicale.
Russo – allora 40enne – venne ammazzato nella notte tra 15 e 16 ottobre: sul suo corpo, abbandonato ai bordi di una stradina di campagna nella periferia della capitale georgiana, i segni di atroci torture. La polizia georgiana aprì un’inchiesta e trovò la sua abitazione completamente rivoltata come un calzino, al punto che computer, videocamera, documenti e telefono satellitare in dotazione al giornalista di Radio Radicale erano spariti. Anche in Italia la Procura di Roma aprì un’inchiesta, ma dopo 22 anni non è stata documentata un’accertata verità su mandanti e cause dell’assassinio. Secondo varie fonti, l’omicidio venne ordinato dall’alto a causa delle scoperte giornalistiche di Russo, che avrebbe avuto le prove della reale data e luogo di nascita di Vladimir Putin, la cui madre naturale era ancora in vita in Georgia in quei giorni.
Pochi mesi prima di Russo, a Mosca morì in circostanze misteriose un altro giornalista legato alle inchieste sulle origini di Putin: si tratta di Artimov Borovik, ucciso a 38 anni da un’azione terroristica all’aeroporto Cheremetievo 1 di Mosca dove il giornalista aveva appena preso un volo privato, insieme ad altre 8 persone (di cui 5 membri dell’equipaggio), diretto a Kiev. Borovik dirigeva il mensile “Sovershenno Sekretno” (che significa “Top Secret”, o “Segretissimo”), da molti considerato vicino ai servizi segreti russi, in cui si pubblicavano gli scandali della corruzione interna al Cremlino, storie di spionaggio, documenti riservati sui legami tra il potere politico e quello economico nella Russia post Unione Sovietica.
La verità non è mai stata stabilita in modo definitivo, ma sicuramente le ricostruzioni storiche della gestione del potere di Putin ci ricordano che l’azione del leader russo oggi sulle prime pagine di tutto il mondo per la guerra scatenata in Ucraina non sono certo una novità di questi giorni.
