La crisi energetica determinata dalla guerra in Ucraina spinge l’Europa a trovare, e anche in fretta, nuove soluzioni alle forniture di energia e gas dalla Russia. Anche l’Italia si sta muovendo e secondo quanto affermato da Roberto Cingolani, Ministro della Transizione ecologica, la chiusura di nuovi accordi è vicina.
“Abbiamo cinque gasdotti e tre rigassificatori. Con questa mappa in Italia per noi è più facile differenziare, si tratta di implementare nuovi contratti“, ha detto Cingolani nel suo intervento all’evento sulla piattaforma Agorà democratiche ‘Energia: superare la dipendenza dal gas russo, tutelare famiglie e imprese’. Nelle prossime settimane, verranno chiusi i primi accordi “molto promettenti” nell’ambito dei negoziati in corso che hanno l’obiettivo di portare in Italia oltre 20 miliardi di metri cubi di gas entro fine 2024 da fonti diverse dalla Russia, “una decina entro fine anno”, ha spiegato. “C’è una serie di negoziazioni in corso con Paesi vari, Algeria, Azeribaigian, Libia con le quali contiamo di incrementare l’import di gas di una cifra molto corposa entro fine 2024, oltre 20 miliardi di metri cubi. Nelle prossime settimane chiuderemo i primi accordi, molto promettenti“, ha aggiunto il Ministro.
L’obiettivo è avere “una decina di miliardi di metri cubi entro l’anno. Su una scala di due/tre anni non esiste un problema di indipendenza” dal gas russo. “Il problema è in quanto tempo riusciamo ad andare a regime”, ha detto Cingolani.
A queste negoziazioni, “vanno sommati i due rigassificatori per i quali è già stato dato mandato di esplorare a Snam per acquisto ed eventuale leasing o affitto che dovrebbero portare altri 10-12 miliardi di metri cubi”.
