Il 60% degli eventi di distacco degli iceberg – che formano nuovi iceberg – intorno alle piattaforme di ghiaccio di Larsen della penisola antartica tra il 2000 e il 2020, sono stati innescati da condizioni atmosferiche estreme. I risultati, pubblicati su Communications Earth & Environment, suggeriscono che, in base alle future proiezioni sul riscaldamento, gli stessi processi potrebbero mettere a rischio il collasso della piattaforma di ghiaccio Larsen C.
Si ritiene che gli eventi di collasso della piattaforma di ghiaccio in Antartide accelerino la perdita di ghiaccio continentale, che contribuisce all’innalzamento del livello del mare. I fiumi atmosferici sono fasce strette di alta umidità, che si muovono attraverso l’atmosfera come un fiume. Questi flussi hanno origine nelle zone subtropicali o medie latitudini e possono causare ondate di caldo, scioglimento del ghiaccio marino e onde di mareggiate oceaniche, che possono portare al distacco dell’iceberg e al collasso della piattaforma di ghiaccio. Negli ultimi decenni, le piattaforme di ghiaccio Larsen A e Larsen B della Penisola Antartica sono crollate drasticamente, rispettivamente nel 1995 e nel 2002. Questi eventi sono stati collegati allo scioglimento della superficie del ghiaccio e allo stress associato alle onde oceaniche dovute alle tempeste.

Per determinare l’impatto dei fiumi atmosferici sulle piattaforme di ghiaccio in Antartide, Jonathan Wille e colleghi hanno identificato 21 eventi di rottura e collasso della piattaforma di ghiaccio sulle piattaforme di ghiaccio di Larsen tra il 2000 e il 2020. Utilizzando un algoritmo di rilevamento per i fiumi atmosferici, gli autori hanno scoperto che 13 dei 21 eventi di parto e collasso sono stati preceduti da un approdo di forti fiumi atmosferici entro 5 giorni dall’evento.
Gli autori sostengono che i futuri modelli di stabilità della calotta glaciale devono includere gli estremi a breve termine nel comportamento atmosferico e non basarsi esclusivamente su condizioni medie.