Anche coloro che sono maggiormente a rischio di sviluppare l’Alzheimer in quanto portatori di geni associati alla malattia possono abbattere il rischio di ammalarsi seguendo uno stile di vita sano. E’ quanto emerge da uno studio coordinato dalla University of Mississippi Medical Center di Jackson (Usa) e pubblicato sulla rivista Neurology. I ricercatori hanno preso in esame i dati di oltre 11.561 persone, classificandoli in base al loro rischio genetico, in particolare per la presenza di varianti del gene APOE: nello specifico, quella e4 (APOE4) è nota per aumentare il rischio di malattia, mentre quella e2 (APOE2) sembra abbassarlo.
I ricercatori hanno anche indagato l’adozione di stili di vita e fattori salutari, come l’attività fisica, una dieta sana, il peso, l’abitudine al fumo, il controllo della pressione sanguigna, quello del colesterolo e del glucosio. Questi fattori, “sono stati associati a un abbassamento del rischio globale di demenza, ma è incerto se lo stesso valga per chi è ad alto rischio genetico“, ha spiegato Adrienne Tin, una delle autrici dello studio.
Tra i partecipanti a rischio in quanto portatori della variante APOE4, quelli con avevano una maggiore adesione agli stili di vita sani avevano un rischio del 43% più basso di sviluppare la demenza nel corso della vita, se di origini europea. La riduzione era invece del 17% per i partecipanti di origine africana. Coloro che si trovavano in una fascia intermedia per adozione di stili di vita sani, invece, ha avuto una riduzione del rischio di demenza rispettivamente del 30 e del 6%. “La buona notizia è che anche per le persone a rischio genetico è probabile che vivere seguendo uno stile di vita più sano produca una riduzione del rischio di demenza“, conclude Tin.
