Clima, Parmitano: “la Terra ha la febbre e dobbiamo guarirla, dalla ISS si vedono gravi cambiamenti”

Luca Parmitano, da osservatore privilegiato della Terra, ha lanciato un allarme preoccupante: dalla ISS si vede in maniera evidente come il pianeta sia malato e per curarlo servono scelte impopolari

Vedere cambiare i ghiacciai in modo irreversibile e a occhio nudo dalla Stazione spaziale internazionale è grave”. E’ questo l’allarme lanciato dall’astronauta italiano dell’Esa, Luca Parmitano, intervenendo a Timeline di SkyTg24 in occasione del Living Planet Symposium in corso a Bonn. L’astronauta italiano, che ha realizzato il documentario scientifico ‘Melt’ sui ghiacciai, ha spiegato che “osservarli è un po’ come comprendere lo stato di salute di una persona prendendone la temperatura: i ghiacciai hanno più di 40 parametri” ed oggi “siamo in grado di seguirli grazie a satelliti sempre più precisi, sappiamo capire qual è il loro stato” di salute guardandoli anche dallo spazio. Parmitano ha quindi lanciato un appello: “Il pianeta Terra ha la febbre e dobbiamo fare qualcosa per farla guarire” anche se “molti dei cambiamenti” prodotti dal riscaldamento globale, dal clima, ormai “sono irreversibili” ma “non dobbiamo arrenderci“. “Io stesso ho visto la riduzione del ghiaccio, ma scioccante sono gli effetti, la corsa devastante” di fenomeni come “uragani, allagamenti, tifoni o degli incendi nelle foresta amazzonica, nella parte equatoriale dell’Africa e in Australia“. Fenomeni che, ha riferito l’astronauta dell’Esa, “sono stati sempre presenti nella nostra missione” spaziale sulla Iss.

Quello che il documentario non dice è il modo in cui ciò che vedi ti colpisce e ti cambia. Noi astronauti abbiamo il privilegio di poter vedere la terra dallo spazio e devo dire che sono stato testimone della bellezza del nostro pianeta. La cui fragilità è evidente da quanto è sottile l’atmosfera, da come le condizioni cambiano rapidamente da un giorno perfetto a una tempesta perfetta“, ha precisato Parmitano presentando il documentario “Melt”, realizzato insieme a un gruppo di scienziati sul ghiacciaio Gorner sulle Alpi. “Dal 2013 – ha aggiunto – ho visto dei cambiamenti del pianeta e dei cambiamenti dentro di me e ho capito che il processo del nostro pianeta vivente stava cambiando pericolosamente. Nel 2013 sono riuscito a vedere gli incendi, ma anche a fotografare la Foresta amazzonica, che appariva ancora intoccata. Nel 2019 ho fatto fatica a capire che quella che guardavo era la stessa Foresta Amazzonica. Moltissimi campi coltivati avevano preso il posto delle aree verdi. Ho pensato che dovevamo comunicare tutto questo, dovevamo parlare di quello che stava succedendo“.

Parlando del ghiacciaio, Parmitano ha spiegato che “quello che avete visto è un posto di incredibile bellezza che appartiene al passato. Non potremo salvarlo, tra quattro anni sarà del tutto scomparso. Non punto il dito contro le scelte individuali, ma ognuno può fare qualcosa a livello personale. Servono scelte impopolari, serve volontà politica di fare scelte impopolari per il bene comune, per dare un futuro alle generazioni che verranno“.