Corsa alla Luna: sei Paesi pronti al via

Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, India, Giappone, Russia e Corea del Sud stanno tutti lavorando a missioni che hanno come obiettivo la Luna

Almeno 6 missioni puntano alla Luna, che tornerà ad essere una delle destinazioni più popolari del Sistema Solare nei prossimi anni in quella che si preannuncia come una nuova corsa allo spazio. Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, India, Giappone, Russia e Corea del Sud mirano al nostro unico satellite naturale, come evidenziato da un articolo di approfondimento pubblicato da John Pickrell su Nature.com. La scienza non è l’unica forza trainante. Questa serie di missioni segnala anche la crescente ambizione di diverse nazioni e attori commerciali di mostrare la loro abilità tecnologica e lasciare il segno.

L’attenzione maggiore sarà posta sicuramente su Artemis, il programma da 93 miliardi di dollari con cui la NASA intende riportare l’uomo, insieme alla prima donna, sulla Luna. Il lancio inaugurale di quest’anno servirà proprio ad aprire la strada all’invio di astronauti sul satellite nei prossimi anni.

Anche altre quattro nazioni puntano a raggiungere la Luna nel 2022. Il lander russo Luna-25, previsto per il lancio a luglio nella regione del polo sud, sarà il primo viaggio della nazione sulla superficie della Luna dalla precedente missione lunare dell’Unione Sovietica nel 1976. Il Chandrayaan-3 indiano – il cui lancio è attualmente previsto ad agosto ma potrebbe subire ritardi – sarà il secondo tentativo della nazione di portare un lander e un rover sulla superficie lunare, dopo il fallimento della precedente missione con lander lunare dell’India. Il giapponese SLIM (Smart Lander for Investigating the Moon), che probabilmente verrà lanciato entro la fine dell’anno, tenterà un atterraggio morbido, con un livello di precisione che nessun altro Paese ha mai raggiunto. Entro la fine dell’anno, è previsto anche il lancio della prima missione lunare degli Emirati Arabi Uniti, con un rover chiamato Rashid.

Il Pathfinder Lunar Orbiter (KPLO) della Corea del Sud, invece, “è il primo passo per garantire e verificare la capacità di esplorazione spaziale della Corea e ottenere nuove misurazioni scientifiche della Luna. Ci stiamo divertendo ad unirci a questa nuova ondata di missioni lunari”, ha affermato Chae Kyung Sim, scienziato planetario presso il Korea Astronomy and Space Science Institute di Daejeon, Corea del Sud e membro del team scientifico che progetta uno degli strumenti della missione.

È molto eccitante ed “estremamente importante avere così tante nazioni coinvolte in questa armata di veicoli spaziali diretti sulla Luna”, ha dichiarato James Head, geologo planetario della Brown University di Providence, Rhode Island, che è stato coinvolto nell’addestramento degli astronauti dell’Apollo della NASA negli anni ’70. “Ci sono così tante domande irrisolte che possono essere affrontate con una miriade di diverse capacità robotiche e umane”.