“Penso che sarebbe bene per qualche mese, almeno, permettere alle aziende di andare avanti e pagare in rubli, mentre comprendiamo il quadro giuridico e le implicazioni“. E’ quanto avrebbe dichiarato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani a Politico sui pagamenti del gas dopo il decreto della Russia che prevede per le aziende degli Stati ‘ostili’ l’apertura di un conto in rubli. “Credo che le compagnie petrolifere e del gas non possano rischiare di pagare e poi essere accusate di aver infranto le sanzioni, ma allo stesso tempo non possono rischiare… di non pagare in rubli“. In contratti lunghi “i costi sarebbero estremamente alti“.
Dopo il rifiuto di un pagamento del gas russo in rubli, Mosca ha sospeso la scorsa settimana le forniture del gas a Polonia e Bulgaria. Il punto critico è rappresentato dalle nuove modalità previste dal decreto del 31 marzo del presidente della Russia Vladimir Putin che prevede che le società dei paesi “ostili” aprano un secondo conto corrente in rubli verso il quale, dopo i pagamenti effettuati al conto in euro o dollari, transiterebbero gli importi convertiti in valuta russa: solo a valle di queste transazioni Mosca riterrebbe andato a buon fine il pagamento.
Secondo le linee guida della Commissione, però, le società europee, che nel 97% dei casi hanno siglato contratti in euro o in dollari, così violerebbero le sanzioni Ue: i pagamenti in euro o dollari verrebbero convertiti in rubli da qualcun altro a un tasso di cambio e con dei tempi su cui non si ha alcun controllo, in operazioni completamente nelle mani delle autorità russe e della Banca centrale russa, e potrebbe anche configurare un prestito. Sulle linee guida della Commissione erano però state espresse alcune perplessità da parte di alcuni Stati membri. Dopo lo stop alle forniture di Bulgaria e Polonia la presidenza francese ha convocato per oggi un consiglio Energia straordinario a Bruxelles. A complicare il quadro, le dichiarazioni dell’Ungheria nei giorni scorsi di voler proseguire nei pagamenti in rubli per garantire gli approvvigionamenti.
Mite: “Cingolani non ha mai aperto a pagamento in rubli”
“L’articolo pubblicato da Politico dal titolo “Italy open to paying for Russian gas with rubles” è fuorviante e non corrisponde alla posizione espressa dal ministro Cingolani che non ha mai aperto ad un pagamento in rubli“. E’ quanto afferma il ministero della Transizione Ecologica in una nota nella quale aggiunge che “in attesa che si definisca unitariamente, a livello di Ue, la posizione sui pagamenti, lo schema euro/rubli che prevede che le imprese paghino in euro, al momento non lascia ravvisare una violazione delle sanzioni stabilite il 24 febbraio“.
