L’International Astronautical Federation (IAF) ha organizzato l’edizione 2022 della Global Conference on Space for Emerging Countries (GLEC) che si tiene a Quito, in Ecuador dal 16 al 20 maggio. La conferenza è ospitata dalla Sideralis Foundation.
Per l’Agenzia Spaziale Italiana è presente il presidente Giorgio Saccoccia, membro del Bureau IAF con la delega sui Paesi Emergenti, intervenuto durante la cerimonia di apertura del 17 maggio. Presente anche la Direttrice degli Affari Internazionali di ASI, Gabriella Arrigo.
Tra gli obiettivi della conferenza:
- Creare consapevolezza sugli elementi legislativi e politici essenziali che devono essere considerati per stabilire una solida base per i programmi spaziali nazionali o regionali;
- Promuovere la creazione e lo sviluppo di un’industria spaziale locale che sia innovativa, reattiva, solida, commercialmente valida, connessa e integrata con l’industria spaziale globale;
- Evidenziare i vantaggi socioeconomici delle applicazioni spaziali in modo da garantire il sostegno dei cittadini per l’avanzamento dei programmi spaziali nazionali o regionali.
Alla Conferenza sono presenti i rappresentanti della comunità spaziale internazionale, con le agenzie spaziali, l’industria, l’accademia e alcuni parlamentari e ONG.
All’inizio dei lavori è stata offerta una precisa idea di come la “new space economy” e una intensa cooperazione internazionale possano aprire spazi inediti per i Paesi in via di sviluppo. Per questo Sergio Marchisio, consigliere Iaf e professore alla Sapienza di Roma, ha sottolineato come sia “importante l’aspetto legale di creare un ambiente spaziale in un Paese emergente“, ma, ha aggiunto, è ancora più importante che esso “corrisponda alla autentica realtà della Nazione in questione“. Ludovica Ciarravano, ricercatrice sulla legislazione spaziale presso l’Università La Sapienza, ha suggerito la creazione di una governance spaziale regionale perché essa “produrrebbe un ambiente normativo stabile e aumenterebbe l’influenza dei Paesi partecipanti a livello globale“. Commentando il tema del Congresso, il presidente Saccoccia ha dichiarato che “siamo in un momento di cambiamento nel settore spaziale. Passiamo da un epoca in cui esso era soprattutto istituzionale, finanziato dai governi e dalle agenzie, ad un altro che ha sempre di più iniziativa privata e commerciale“. Ci troviamo, ha concluso, in una fase di transizione di fronte a “una sfida, una bella sfida positiva“, che “va compresa a fondo dai governi e dalle istituzioni, per utilizzarla al meglio“.
“Il fatto che ministeri, autorità della difesa, aziende e università dedicate al lavoro di ricerca siano riuniti dimostra i diversi angoli di interesse che esistono oggi per approfondire il tema dell’esplorazione spaziale,” ha affermato l’ambasciatrice italiana a Quito, Caterina Bertolini. Questa, ha assicurato, “è una grande opportunità per l’Italia, pioniere nello sviluppo delle attività spaziali, e per l’Ecuador, di trovarsi insieme in un importante incontro scientifico di livello mondiale“.
