I modelli matematici confermano per il medio periodo una tendenza a maggiore instabilità sull’Italia, a causa dell’azione di moderate onde instabili settentrionali, per qualche fase anche con attività vorticosa più significativa e condizioni di maltempo più accentuato. Ma per quanto dovrebbe durare l’azione instabile, o meglio, quando potrebbero arrivare condizioni più anticicloniche e a più larga scala sul Mediterraneo e sull’Italia? Dagli ultimissimi dati, si fa strada l’ipotesi dell’arrivo di una moderata alta pressione più protettiva per le nostre regioni, nella seconda decade di maggio sostanzialmente, quindi, condizioni più predisponenti l’instabilità potrebbero persistere fino all’11/12 del mese.
Successivamente, un po’ tutti i modelli matematici prospettano il protrarsi verso il Mediterraneo centrale di un cuneo anticiclonico di matrice atlantica via via più efficace e più strutturato, al punto da comportare una progressiva riduzione dell’instabilità su gran parte delle nostre regioni. Magari per i primi giorni della seconda decade potrebbe ancora persistere una più diffusa instabilità convettiva, soprattutto a ridosso dei rilievi, ma già decisamente meno in prossimità di coste e pianure; poi, via via, verso metà mese, l’instabilità andrebbe riducendosi ulteriormente, magari rimanendo confinata a qualche rilievo dell’Appennino centro-settentrionale e di più verso quelli alpini e prealpini. Insomma, l’evoluzione per il lungo termine, fasi 13/20 maggio, computerebbe il possibile avvento di una circolazione decisamente più stabilizzante, per di più associata anche un aumento delle temperature che potrebbero portarsi fino a 4/5°C sopra la media, quindi con clima decisamente più caldo, primaverile in via generale su tutta l’Italia. Da evidenziare solo, per il periodo di riferimento, una possibile minore protezione anticiclonica verso le regioni meridionali, giusto al limite dell’azione dell’alta, in direzione delle quali potrebbero infiltrarsi correnti un po’ più fresche orientali responsabili di una possibile instabilità pomeridiana più significativa, in particolare sui rilievi calabresi e localmente sulla Sicilia. Maggiori dettagli sulla tendenza verso la fase più primaverile per il corso della seconda decade di maggio, nei nostri quotidiani aggiornamenti.
