“Tra il 15 e il 23 maggio, sono stati segnalati in totale 67 casi di Vaiolo delle scimmie accertati nell’Ue in otto Stati membri: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia“. E’ quanto afferma il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in una nota di presentazione della nuova valutazione dei rischi sui casi di Vaiolo delle scimmie in Europa.
La maggior parte dei casi attuali di Vaiolo delle scimmie in Europa “si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa“. E’ quanto precisato da Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc, che ha pubblicato una prima valutazione del rischio della malattia. “Tuttavia, la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner, è considerata alta“, si legge nella valutazione dell’Ecdc.
L’Ecdc ha raccomandato ai Paesi dell’Ue di concentrarsi sulla tempestiva identificazione, gestione, tracciamento dei contatti e segnalazione di nuovi casi. “I Paesi dovrebbero anche aggiornare i loro meccanismi di tracciamento dei contatti, la capacità diagnostica per gli orthopoxvirus e rivedere la disponibilità di vaccini contro il Vaiolo, antivirali e dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari“, ha precisato l’Ecdc. “Se si verifica la trasmissione da uomo ad animale e il virus si diffonde in una popolazione animale, c’è il rischio che la malattia diventi endemica in Europa“. Lo scrive il Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie, l’Ecdc, in un rapporto sulla diffusione Vaiolo delle scimmie. “Pertanto, è necessaria una stretta collaborazione intersettoriale tra le autorità sanitarie pubbliche umane e veterinarie per gestire gli animali domestici esposti e prevenire la trasmissione della malattia alla fauna selvatica“, continua l’Ecdc. “Il virus del Vaiolo delle scimmie può causare malattie gravi in alcuni gruppi di popolazione, come bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunodepresse. Sono necessarie ulteriori indagini per stimare con precisione il livello di morbilità e mortalità in questo focolaio“, precisa la nota diffusa dell’Ecdc.
“I casi umani di Vaiolo delle scimmie attualmente diagnosticati sono principalmente tra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini, il che suggerisce che la trasmissione potrebbe aver luogo durante le relazioni intime“, sottolinea l’Ecdc. “La trasmissione può avvenire attraverso il contatto ravvicinato della mucosa o della pelle non integra con il materiale infettivo delle lesioni o attraverso grandi goccioline respiratorie durante il contatto prolungato faccia a faccia“, hanno aggiunto gli esperti.
Stella Kyriakides: preoccupa l’aumento
“Sono preoccupata per l’aumento del numero di casi di VAIOLO delle scimmie segnalati nell’Ue e nel mondo. Stiamo monitorando da vicino la situazione e, sebbene attualmente la probabilità di diffusione” della malattia “nella popolazione più ampia sia bassa, il quadro è in evoluzione“. Lo sottolinea Stella Kyriakides, commissaria europea per la Salute e la Sicurezza alimentare, in una valutazione rapida del rischio del Vaiolo delle Scimmie pubblicata oggi dall’Ecdc. “Dobbiamo restare tutti rimanere vigili“, precisa Kyriakides che invita a “garantire la disponibilità di tracciamento dei contatti e un’adeguata capacità diagnostica; garantire la disponibilità di vaccini, farmaci antivirali e dispositivi di protezione individuale” Dpi, “necessari per gli operatori sanitari”. “Siamo stati in stretto contatto con gli Stati membri fin dalle prime segnalazioni di casi di virus del vaiolo delle scimmie nell’Ue, e siamo pronti – assicura la commissaria – a sostenere e coordinare attivamente la risposta dell’Unione europea con tutte le risorse a disposizione“. “Il comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue discuterà domani del vaiolo delle scimmie e le nostre autorità di risposta e preparazione alle emergenze sanitarie, Hera, l’Ecdc e l’Ema stanno lavorando a stretto contatto per garantire che le informazioni sulla situazione epidemiologica e la disponibilità di vaccini e trattamenti siano assicurate“, ha ribadito Kyriakides.
