L'apertura del crepaccio sul ghiacciaio della Marmolada ha determinato uno stop alle operazioni di ricerca dei resti delle 11 vittime del crollo avvenuto lo scorso 3 luglio. Fermi anche i droni del corpo nazionale del Soccorso alpino. Le operazioni riprenderanno quando le condizioni consentiranno di lavorare in sicurezza: lo apprende l'ANSA. Gli strumenti di rilevazione che monitorano la calotta di ghiaccio hanno registrato nei giorni scorsi piccoli crolli nella zona interessata dal cedimento, con la caduta di un alcuni di blocchi.
"E' stata notata una frattura nel ghiacciaio, alla destra rispetto al crollo del 3 luglio, una frattura che c'è sempre stata ma che forse è più larga del solito ed è stata soprattutto notata una grande quantità di acqua che entra in questo crepaccio. La temperatura era molto alta, era sui 16 gradi in quel momento, a quella quota," ha spiegato l'ingegnere Mauro Gaddo della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento a lavoro fin dal primo crollo. La situazione viene monitorata con gli stessi strumenti installati per monitorare il crollo della calotta, non si registrerebbero grandi evidenze di spostamenti se non del crepaccio che "da ieri e oggi sembra leggermente aumentato di dimensioni", ha concluso Gaddo.
