E’ di 324 euro al megawattora il nuovo picco segnato dal prezzo del Gas, oggetto di una nuova fiammata sul finale di seduta ad Amsterdam. I future Ttf, indice di riferimento del prezzo del metano in Europa, dopo l’impennata sono ridiscesi a 315 euro, comunque in rialzo del 7,8% rispetto alla chiusura di ieri.
A livello europeo “l‘Italia ha richiesto un price cap sul Gas e il disaccoppiamento del prezzo dell’energia dal prezzo massimo del Gas. Se l’Europa non capisce che deve cambiare queste due regole fa il gioco della Russia. Se queste regole non si possono cambiare, perché qualche grande Paese europeo si oppone, non possiamo evitare di porre il tema dello scostamento di bilancio, di come noi possiamo aiutare famiglie e imprese“. Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti intervenendo al Meeting di Rimini. “Ho grande fiducia – ha proseguito – nella capacità del sistema economico e imprenditoriale di superare la crisi, ma dobbiamo creare le condizioni affinché queste capacità possano essere dispiegate”. “Siamo davanti – ha spiegato Giorgetti – a una grande discontinuità della storia economica, tanti paradigmi che davamo per scontati sono caduti, a cominciare dalla globalizzazione che rimarrà ma non nelle forme che abbiamo conosciuto“.

“Noi abbiamo dichiarato guerra economica alla Russa con le sanzioni e non potevamo non valutare – lo dico alla cara, vecchia Europa – le conseguenze nel nostro sistema economico di alcune regole, che ci siamo dati nel passato ma che oggi sono controproducenti, perché sono le principali alleate della guerra commerciale sul gas da parte di Putin“, ha precisato ancora Giorgetti.
Cirielli (Fdi): “subito interventi, imprese in ginocchio”
“I rincari esorbitanti di gas ed energia elettrica hanno messo in ginocchio migliaia di imprese. I costi energetici, infatti, sono lievitati di percentuali imbarazzanti a causa anche dell’esistenza di comportamenti speculativi, furbi e opportunistici, che certamente amplificano ulteriormente i prezzi. E’ un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire se il governo non intraprenderà una nuova politica energetica, adottando, con grandissima urgenza, adeguati interventi strutturali e normativi in grado di contenere i costi di fornitura, proprio per evitare la chiusura forzata di molte attività. Lo stesso “decreto Aiuti bis” del governo risulta essere ancora del tutto insufficiente“. Lo dichiara il Questore della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli. “Chiaramente le conseguenze di questa impennata dei prezzi saranno pagate dai consumatori che vedranno aumentare, giorno dopo giorno, il costo della spesa. A questo, poi, per le famiglie si aggiungono i maggiori costi per le utenze domestiche: gas e luce, appunto, oltre a acqua e Tari. Una situazione insostenibile“, conclude Cirielli.
