La siccità che ha colpito l’Italia, in particolare il Nord, negli ultimi mesi ha rivelato tesori e reperti che normalmente sono sommersi dall’acqua. L’ultimo ritrovamento, segnalato da un pescatore della zona, è avvenuto sul fondo dell’idrovia (mai completata) Padova–Venezia, nel territorio di Vigonovo (Venezia).
Dal fondo in secca, infatti, sono riemerse quattro vecchie casseforti, corrose dall’acqua e dalla ruggine (vedi foto della gallery scorrevole in alto). Secondo le prime ipotesi, potrebbero essere i forzieri di cui si era disfatta dopo le rapine la banda di Felice Maniero. Visto lo stato di incrostazione – riferisce ‘Il Gazzettino’ – i vecchi forzieri potrebbero essere stati gettati nel fiume artificiale anche più di 30 anni fa, quando nel Veneto imperversava la Banda della Riviera del Brenta, autrice di clamorose rapine e conflitti a fuoco.
In una zona poco lontana, sul Brenta, la banda faceva sparire anche le auto usate per i raid criminali, spesso ripescate con le carrozzerie crivellate di colpi d’arma da fuoco.
Alcune delle casseforti ritrovate sul fondo dell’idrovia Padova-Venezia presentano i segni delle forzature eseguite probabilmente con fiamma ossidrica o flessibile.
