Potrebbero essere i frutti di mare l’alternativa nutriente ed ecosostenibile alla carne. A questa conclusione è giunto uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment, condotto dagli scienziati della Dalhousie University, in Canada, e del Research Institutes of Sweden di Goteborg, in Svezia. Il team, guidato da Peter Tyedmers e Elinor Hallstrom, ha preso in esame l’impatto ecologico, nutritivo ed economico associato alla carne animale, confrontandolo con le caratteristiche legate al consumo di frutti di mare.
Il gruppo di ricerca ha esaminato la qualità dei nutrienti e l’impronta di carbonio nei frutti di mare in natura e da allevamento. Stando a quanto emerge dall’indagine, la metà delle specie analizzate era associata a una densità di nutrienti più elevata e ad una migliore sostenibilità rispetto alle alternative a base di carne come manzo, maiale o pollo.
I risultati suggeriscono che promuovere il consumo di frutti di mare potrebbe migliorare la sicurezza alimentare e contribuire ad affrontare il cambiamento climatico. Per ridurre ulteriormente le emissioni, suggeriscono gli esperti, l’industria della pesca dovrebbe adottare migliori tecnologie a basso consumo di carburante. Lo studio, secondo gli autori, si concentra sulle emissioni di gas serra e non analizza gli impatti sugli ecosistemi, ma i risultati evidenziano la possibilità che la produzione più attenta di frutti di mare a scapito del consumo di carne animale potrebbe rappresentare un’alternativa nutriente e a beneficio del clima.
