Il pulmino scelto per il tour del Pd in vista delle elezioni politiche 2022 è stato colpito da un fulmine mentre era parcheggiato, in fase di ricarica: a svelare il retroscena è stato il programma di La7 Piazzapulita, e, tra l’altro, era stato lo stesso conduttore Corrado Formigli ad avvertire Letta delle difficoltà nell’affrontare un viaggio in Italia con un mezzo elettrico. Un avvertimento derivato da un esperimento, in cui erano state impiegate 52 ore per raggiungere Reggio Calabria da Roma.
Nonostante i riferimenti al futuro e all’elettrico, il Pd per il suo viaggio ha scelto un Mercedes Sprinter del 2011, che in origine funzionava solo a gasolio, poi è stato modificato. In sostanza il furgone ha subito un “trapianto di cuore” restando un mezzo di oltre dieci anni e che “non faceva dell’efficienza la propria qualità migliore“, ha spiegato Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote, al programma di La7 che ha dedicato un servizio al pulmino di Letta.
Il mezzo doveva fermarsi ogni 100 km per la ricarica, impiegando 4 ore. “Una scelta sbagliata dal punto di vista tecnico“, ha aggiunto Pellegrini, evidenziando “l’inadeguatezza di un sistema strutturale che dovrà subire un’accelerazione“.
Dopo la saetta, si tratta del 2° stop per il pulmino elettrico: il mezzo ha infatti lasciato a piedi Letta pochi giorni fa e l’ha costretto a presentarsi in ritardo a un evento previsto a Torino. Pare che il pulmino a batteria, causa il livello basso, necessitasse di ricarica, costringendo Letta a ripiegare su un’auto, sempre elettrica.
