“La missione di LICIACube è appena all’inizio, ma possiamo intanto sottolineare che l’Italia, primo Paese in Europa, ha adesso un cubesat nello spazio profondo“. Lo ha detto il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Giorgio Saccoccia, commentando il rilascio di LICIACube – creato dall’azienda torinese Argotec, con il finanziamento dell’ASI – dalla sonda della NASA DART avvenuto oggi con successo.
Il cubesat made in Italy avrà l’arduo compito di fotografare l’impatto tra la sonda Dart e l’asteroide Dimorphos, elemento più piccolo di un asteroide binario. Obiettivo della missione DART (Double Asteroid Redirection Test): dimostrare la possibilità per un veicolo spaziale di viaggiare autonomamente verso un asteroide bersaglio e colpirlo intenzionalmente per modificarne il movimento nel caso in cui rappresenti una minaccia per la Terra. Eventualità remota ma non impossibile.
“Le capacità tecnologiche delle nostre aziende, come Argotec – ha dichiarato Saccoccia – sono elevatissime e di rilievo nel panorama internazionale. Ora si entra nel cuore della missione DART-Liciacube: il 26 settembre è previsto l’evento più importante, ovvero l’impatto della sonda DART sull’asteroide Dimorphos. LICIACube sarà testimone dell’impatto. L’ASI ringrazia tutto il team italiano che ha lavorato e continua a farlo con costanza ed entusiasmo per il successo della missione. Aspettiamo ora l’evento cruciale che ci aiuterà a compiere prossimi passi tecnologici nel campo della difesa planetaria”.
“Siamo estremamente orgogliosi di come sono andate le operazioni di questa notte – ha dichiarato David Avino, Ceo di Argotec – Abbiamo avuto conferma dell’affidabilità del satellite che è nato nei nostri stabilimenti, ma abbiamo avuto modo, una volta di più, di mettere alla prova i nostri processi, i quali sono stati in grado di governare una missione così difficile, una prima volta al mondo, ma allo stesso tempo, estremamente coinvolgente e affascinante. E, a proposito di primati – prosegue Avino – da questa notte LICIACube è ufficialmente l’oggetto italiano ad operare più lontano nello spazio”.
Grazie alle foto scattate da LICIACube non solo gli scienziati potranno confermare la buona riuscita della missione ma avranno anche elementi per analizzare i detriti rilasciati dall’asteroide.
