La Commissione europea proporrà un obiettivo obbligatorio di riduzione dei consumi di elettricità durante le ore di picco. E’ quanto emerge dalla bozza di regolamento in materia, che l’ANSA ha potuto consultare.
Secondo la bozza, l’obiettivo obbligatorio comporterebbe la selezione di 3 o 4 ore per giorno della settimana in cui ridurre i consumi lasciando agli Stati un “margine di discrezionalità” circa la scelta degli orari.
Nella proposta viene confermato il prelievo “eccezionale e temporaneo” sulle società dei settori petrolifero, del gas, del carbone e delle raffinerie in base ai loro extra-profitti. Infine, verranno limitati i ricavi eccessivi delle società che producono energia da fonti diverse dal gas attraverso un price cap all’elettricità generata da tecnologie come le energie rinnovabili.
Non c’è, invece, alcuna misura sul price cap al gas nelle prime bozze. Dei cinque pilastri contenuti nel non-paper (documento non ufficiale) pubblicato prima del Consiglio Affari Energia, restano fuori, dunque, le misure per l’iniezione di liquidità alle imprese che operano sul mercato dell’energia e il price cap. Sul primo punto, lo slittamento sarebbe dovuto a motivi sostanzialmente tecnici visto che le misure vanno calibrate con la regolamentazione Ue sugli aiuti di Stato. Sul price cap, spiega una fonte europea, “la questione è aperta“. Lo scetticismo sul tetto al prezzo del gas russo è motivato dal fatto che, ora che Mosca ha chiuso i rubinetti, la mossa potrebbe essere davvero marginale; d’altra parte, il price cap a tutto il gas importato in Ue, anche se si raggiungesse il necessario consenso, è una misura che richiede ulteriori approfondimenti, sia da parte dell’esecutivo Ue sia delle capitali europee.
