Argentina: morto il bambino simbolo della campagna vaccinale

L'Argentina ha ritirato le immagini della campagna vaccinale per i bambini, dopo che il bimbo ritratto in foto per lo spot è morto di polmonite bilaterale

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Una tragedia ha posto l’accento sulle carenze del sistema sanitario pubblico in Argentina e ha segnato un triste paradosso. Un bambino di 4 anni, che aveva partecipato alla pubblicità di una campagna di vaccinazione del Ministero della Salute della Nazione, è morto. E’ accaduto a San Miguel – provincia di Buenos Aires – dopo che l’ospedale dove era stato curato ha commesso un errore nella diagnosi per due giorni consecutivi.

Santino Godoy Blanco è morto la notte di giovedì 3 novembre all’ospedale Larcade di San Miguel. Sua madre lo ha aveva portato lì tre volte con la febbre alta. In quelle occasioni aveva ricevuto diagnosi diverse l’una dall’altra. L’evento ha scioccato sia la città di San Miguel che tutta l’Argentina.

La straziante storia della mamma di Santino Godoy

La madre del bambino denuncia la negligenza da parte del personale sanitario dell’ospedale municipale Dr. Raúl F. Larcade, a San Miguel. “Ho dovuto correre con Santino verso un altro ospedale perché stava morendo tra le mie braccia”, ha detto. E’ quanto denunciato da Agustina Blanco, a proposito delle cure e dell’assistenza che suo figlio ha ricevuto al Dr. Raúl F. Larcade, a San Miguel.

La famiglia denuncia che nel nosocomio hanno ricevuto due precedenti diagnosi errate che hanno ritardato le cure adeguate. Il piccolo era affetto da un’infezione polmonare che ne ha causato la morte.

Tra le lacrime, la madre ha raccontato la sequenza di eventi iniziata mercoledì scorso quando suo figlio ha iniziato ad avere la febbre. “Sono andata in ospedale perché la febbre non diminuiva e un’infermiera mi ha detto che avrebbe messo dei panni bagnati per abbassarla, ma che un medico non l’avrebbe visitato”. Secondo loro non ve ne era necessità. La donna ha spiegato che suo figlio era stato sottoposto in precedenza a un trattamento per broncospasmo ed era in cura da un pneumologo.

Ma Santino stava migliorando, la sua ultima visata era stata a luglio. A dicembre il suo trattamento sarebbe stato ridotto. L’ho detto all’infermiera e le ho spiegato che a causa delle condizioni di Santino e della sua storia medica, non mi sarei mossa finché un medico non lo avesse visto”, ha chiarito la madre. “Dopo 2 ore è venuto un medico e ha detto che aveva una infezione virale, una laringite, che poteva avere la febbre alta per 5-7 giorni“, ha detto.

Il ritorno a casa

La donna ha poi riferito di essere tornata con il figlio a casa sua ma che Santino aveva ancora la febbre. Nel giro di poche ore è dovuta tornare in ospedale, dove gli sono stati iniettati due farmaci. Santino però non è migliorato e la madre ha preteso un esame del sangue. Al piccolo nel frattempo è stata fatta una flebo. “E’ arrivato un altro medico e mi ha detto che le analisi del sangue non venivano fatte nei casi virali e che si trattava di gastroenterocolite: un’altra diagnosi“, ha spiegato Blanco.

In seguito, un altro pediatra, ha escluso la meningite e lo ha visitato. “Mi dice che aveva un broncospasmo, che sentiva rumori ovunque. Gli ho detto che l’avevo saturato a casa mia prima di partire e che era saturato male. Chiama l’infermeria e gli ordina di dargli ossigeno. Sono passati 10 minuti e non è venuto nessuno”, ha detto la madre.

Le condizioni del piccolo sono però peggiorate. Il piccolo ha perso i sensi e i medici hanno tentato di rianimarlo. Ma non è valso a nulla. Santino è morto tra le braccia della madre.

L’autopsia

L’autopsia, secondo un primo referto, ha accertato che Santino aveva una “polmonite bilaterale“. L’agente infettivo che ha causato la malattia non è stato ancora identificato, come riportato a LA NACION, e si attende la perizia forense definitiva.

In ospedale, secondo quanto riferito da fonti ufficiali, l’indagine amministrativa è aperta per stabilire come siano state le cure ricevute dal minore e determinarne le responsabilità.

La campagna vaccinale in Argentina

La madre ha spiegato che il mese scorso Santino aveva registrato uno spot ufficiale per la campagna nazionale di vaccinazione contro la poliomielite e il morbillo. Secondo sua madre, la campagna pubblicitaria era stata annunciata giorni fa e due settimane fa aveva ricevuto il pagamento per la partecipazione del figlio. “Santino era felice perché siamo andati a comprare vestiti, giocattoli“, ha rivelato la donna.

Il ragazzino ha partecipato allo spot in seguito ad un’inserzione su Instagram lanciata dall’agenzia pubblicitaria. Secondo quanto riferito dalla madre a LA NACIÓN, ha inviato le foto di Santino e solo in un secondo momento ha scoperto che era per la campagna vaccinale.