Natale è emergenza freddo a Torino: 600 posti di accoglienza per i senzatetto

Il comune di Torino sta mettendo in campo tutte le misure necessarie per far fronte all'emergenza freddo che sta tenendo sotto scacco Torino

Le opportunità di inclusione per le persone senza fissa dimora, italiane e straniere, che il comune di Torino ha predisposto quest’anno per fronteggiare l’emergenza freddo sono numerose. Dal primo contatto in strada alle case di ospitalità, dagli alloggi alle residenze di autonomia, dai percorsi abitativi in housing first agli interventi educativi e di inserimento in percorsi di inclusione personalizzati volti a favorire l’uscita dalla condizione di grave emarginazione sociale.

Per l’inverno 2022-2023 l’amministrazione comunale ha messo in campo una strategia di diffusione in tutta la città dei presidi di accoglienza, notturna, diurna e sulle 24 ore, in più strutture ricettive in cui , complessivamente, saranno disponibili 600 posti di bassa soglia. Da ieri è aperta in piazzale Croce Rossa Italiana la struttura messa a disposizione dall’associazione Mamre che ha una capacità di accoglienza fino a 30 posti letto. Si aggiunge al presidio umanitario di via Traves che ha una disponibilità fino a 70 posti.

Entrambi i punti di accoglienza, organizzati e gestiti con i Servizi della Città di Torino e dalla Croce Rossa italiana, oltre ad assicurare un luogo sicuro per dormire e un posto caldo, offrono la possibilità di effettuare visite mediche e colloqui con il Servizio stranieri e il Servizio adulti in difficoltà finalizzati a intraprendere percorsi di cura e di inclusione sociale.

Sempre in via Traves è attivo un servizio di vigilanza gestito dalla Polizia Municipale per garantire maggiore sicurezza alle persone accolte. In via Spalato è, invece, disponibile una struttura di proprietà della Città di Torino per l’accoglienza emergenziale di minori stranieri fino a 24 posti letto e sono in corso di predisposizione le procedure per allestire un sito di accoglienza anche in corso Sebastopoli. Questi due ultimi interventi sono resi possibili grazie alla collaborazione delle Circoscrizioni.

Inoltre, anche quest’anno, in caso di condizioni climatiche emergenziali che possano comportare un aggravamento delle condizioni di vita per le persone che vivono in strada, è previsto l’allestimento, in collaborazione con i Servizi della Protezione Civile della Città, di un ulteriore sito di accoglienza notturna collocato in una zona cittadina facilmente accessibile in cui, ogni notte, si potranno ospitare 100 persone. Per fronteggiare l’emergenza sono stati anche potenziati i servizi di intervento in strada e di prossimità attivi tutti i giorni dell’anno dalle ore 20 all’una di notte; il servizio notturno ha a disposizione due equipaggi mobili che operano sul territorio cittadino dalle 18 alle 2 mentre il servizio itinerante diurno usufruisce di due educatori sociali in più che sostengono anche il Servizio homeless Torino, punto unico di accesso e orientamento ai servizi rivolto alle persone homeless.

Durante il periodo invernale, poi, l’ambulatorio socio sanitario di via Sacchi, poco distante dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, sempre in collaborazione con l’Asl e il Terzo settore, sarà aperto tutti i giorni compreso i festivi fino al prossimo 30 aprile. Sul fronte del Piano di inclusione Sociale sono invece sostenuti i progetti relativi alle Unità di intervento in strada, laboratori, attività occupazionali e culturali per gli ospiti dei servizi di accoglienza aperti al territorio e alla comunità locale e sono stati rafforzati gli interventi sociosanitari in strada e nei servizi di accoglienza in collaborazione con medici specialisti reperiti dal volontariato e dalle cooperative sociali.

Di fronte a un problema così grave è importante che le risposte siano diffuse e diversificate per essere efficaci. Ci stiamo progressivamente muovendo verso il superamento del ‘sito unico’ di accoglienza a favore di più luoghi adibiti in diversi punti della città – ha sottolineato Jacopo Rosatelli, assessore al Welfare della Città di Torino – nei prossimi anni le risorse del Pnrr ci consentiranno di andare ancora più avanti su questa strada, insieme agli enti del Terzo settore, per garantire sempre maggiore tutela alle persone in situazioni di estrema fragilità e marginalità“.