“La space economy è sempre più essenziale e attrattiva per gli investitori e pone nuove sfide alle istituzioni, che devono dare una risposta“: è quanto ha affermato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione dell’evento organizzato da Leonardo “Una legge italiana per lo Spazio“. “Da qui la necessità di un quadro giuridico per gli enti pubblici e privati, che gli permetta di cogliere le opportunità“. Serve un “intervento normativo che aggiorni la normativa vigente che favorisca la crescita del settore nazionale. Una disciplina chiara e agile, per dare soprattutto ai privati un quadro certo che regoli l’attività, dando seguito agli obblighi internazionali“.
Nel settore dello Spazio “c’è un ecosistema nazionale dinamico e competitivo” e l’Italia, come dimostrato nella ministeriale ESA “è uno dei grandi attori e il terzo contributore ESA a tutela dell’intera filiera“, ha sottolineato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, interviene al convegno. “In questo quadro globale di dinamismo è necessaria ed urgente una riflessione sull’assetto giuridico del settore; un assetto nazionale che dovrà rientrare in un complessivo riordino della governance globale che va ripensata rispetto al passato“. “Mi auguro una riforma complessiva della normativa dello Spazio“.
Secondo il Ministro della Difesa Guido Crosetto, l’Italia ha un ruolo chiave nell’industria spaziale europea: “Siamo terzo Paese contributore nell’ESA e abbiamo un numero sempre più rilevante di risorse stanziate: il Ministro delle Imprese Adolfo Urso ha parlato di 3,1 miliardi ma a questo si aggiungono investimenti dal Pnrr per altri 2,3 miliardi” e altri 150 milioni di euro “che portano la somma a 7 miliardi“.
“Parlare di una legge che regoli le attività spaziali non è solo importante ma necessario,” ha sottolineato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, parlando alla tavola rotonda promossa da Fondazione Leonardo, Sapienza e Sda Bocconi in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio 2022. “In questo Paese è già stato fatto moltissimo, poterci confrontare sulle attività spaziali con i vertici più alti del Paese è molto importante ma è necessario lavorare ancora su aspetti operativi e ruoli degli attori coinvolti per rendere ancora più efficiente la funzione“. Saccoccia ha spiegato che “tanto, tantissimo c’è da fare su una legge che possa regolamentare le operazioni spaziali per non replicare e duplicare le attività” ricordando che “le risorse cambiano ogni giorno ma ricordo quanto sono cresciute le risorse assegnate allo spazio da quanto ho avuto il mandato di guidare l’Asi a metà 2019: tra 2 ministeriali Esa, più le risorse del Piano Triennale Asi, il Pnrr ed progetti specifici siamo sui 10,7 miliardi” di fondi per lo Spazio. Il budget ASI, ha proseguito Saccoccia, “salirà nel 2023“. Dall’input che arriva dai governi, “perché questo è un sostegno che travalica i momenti politici, si trasforma la strategia di investimenti e l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che oggi investe in tutti i settori spaziali“. “Dobbiamo mantenere la direzione e investire anche di più“.
“Le buone leggi sono parte del sistema competitivo di un Paese“: è quanto ha affermato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo. “Bisogna mettere perizia e coraggio in una visione e in una strategia per fare cose che ci divertono in quanto difficili“. Nello Spazio gioca un ruolo di primo piano anche l’industria, con le piccole e medie imprese e numerose startup che, ha osservato Profumo, “stanno mostrando una crescita incredibile nel settore“, così come le grandi industrie stanno realizzando un importante sviluppo tecnologico. Per quanto riguarda Leonardo, per esempio, ha citato i radar per i satelliti prodotti da Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), le competenze nelle operazioni di servizio satellitare Telespazio (Leonardo-Thales), la partecipazione azionaria ad Avio, le attività nella cybersecurity e per gli orologi atomici di Galileo.
“Il dominio aerospaziale è la frontiera sulla quale si sta già svolgendo e si svolgerà la competizione in ambito scientifico, economico e militare a livello globale, un dominio che vede costantemente crescere il suo ruolo nel contesto della tutela della difesa e della sicurezza delle Nazioni, una partita delicata, tutta geopolitica, che chiama in causa i principali player mondiali e che vede un rinnovato protagonismo degli Stati Uniti e un posizionamento ostile di due realtà, come Russia e Cina, intorno alle quali rischiano di consolidarsi altre realtà, anche mediterranee e mediorientali“: lo ha sottolineato Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama. “Non è più sufficiente il rilancio continuo dell’alleato americano, ma serve un protagonismo di tutto l’Occidente, dell’Europa e dell’Italia. Il nostro Paese, infatti, deve continuare a spendersi per dare vita ad una architettura istituzionale che consenta la migliore governance e il pieno sviluppo delle politiche spaziali, rafforzando al tempo stesso la partecipazione nei consessi internazionali, bilaterali e multilaterali, che gli assicurino una presenza influente, continua e crescente“. “Nella fase in cui siamo chiamati a lavorare ad un piano di rilancio del sistema Paese – ha concluso Craxi – è evidente che se la politica saprà sostenere il comparto aerospaziale, civile e militare, favorendone l’ingrandimento produttivo, la crescita occupazionale, il posizionamento internazionale, gli impatti di lungo termine saranno assolutamente positivi. Tanto più saremo in grado di innovare e acquisire nuove capacità, tanto più saremo competitivi. Perseguire una governance efficiente, quindi, un costante aggiornamento e miglioramento del know-how e delle capacità attraverso piani e, soprattutto, investimenti adeguati, per consentire all’Italia di essere grande tra le grandi“.
