Messico, torna il virus della rabbia: due bambini sono gravi

Il virus della rabbia non è eliminabile perché trasmesso principalmente da animali selvatici, come il pipistrello, ma anche il gatto, il coyote, il tasso e il procione

La comparsa oggi di tre sospetti casi di rabbia in bambini dello stato meridionale di Oaxaca ha allertato  il ministero della Salute del Messico. Il ministro ha decretato immediatamente l’attuazione di un protocollo di vigilanza epidemiologica. Il contagio, ha spiegato oggi il titolare del dicastero, Hugo López-Gatell, avrebbe avuto origine a partire dal morso di pipistrelli. Gatell ha precisato che due dei tre bambini versano in condizioni gravi con “sintomi compatibili con la rabbia“. Il terzo bambino è sotto osservazione.

I tre bambini vivono nella località di Palo de Lima, una comunità estremamente povera della regione conosciuta come ‘Valles Centrales’. Sono ricoverati nell’ospedale Aurelio Valdivieso della città di Oaxaca, capitale dello stato omonimo. I risultati delle analisi svolte per determinare il tipo di virus che avrebbe infettato i tre fratelli è atteso per oggi. Il ministro Gatell ha quindi sottolineato che “il virus della rabbia non è eliminabile nel Paese in quanto viene trasmesso principalmente da animali selvatici“, come appunto il caso del pipistrello, ma anche del gatto, del coyote, del tasso e del procione.