Parco eolico o rilevatore di onde gravitazionali? La Sardegna ricorre al Tar contro il governo

Il parco eolico nel nuorese non s'ha da fare perché nella stessa area deve sorgere il rilevatore di onde gravitazionali: la Sardegna ricorre al Tar contro il governo

La Regione Sardegna ha dato mandato ai propri legali di impugnare davanti al Tar la deliberazione con cui il 10 ottobre scorso la presidenza del Consiglio dei ministri aveva dato il via libera al progetto del parco Eolico ‘Gomoretta’. Il parco dovrà sorgere nel Nuorese, tra le campagne di Bitti e Orune. Il provvedimento, uno degli ultimi del governo Draghi, è stato contestato dagli amministratori locali del territorio che dovrà ospitare, nell’ex miniera di Sos Enattos a Lula, il futuro rilevatore di onde gravitazionali ‘Einstein Telescope‘.

Il ricorso davanti al Tribunale amministrativo della Sardegna, depositato il 29 dicembre scorso, dall’avvocato della Regione Mattia Pani, chiama in causa il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, la presidenza del Consiglio di ministri e la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, oltre alla societa’ che ha proposto il progetto, la Siemens Gamesa Renewable Energy Italy spa, con sede a Roma. Ieri è stata fissata la data del giudizio cautelare in camera di consiglio, che sarà il prossimo 25 gennaio alle 10.

Per la Regione, il governo ha imposto alla Sardegna – si legge nel ricorso di 38 pagine – “un progetto fortemente invasivo per lo stato dei luoghi, nonché compromissorio per il contesto ambientale, paesaggistico, architettonico, culturale, naturalistico e, da ultimo, pure scientifico“. Sono interessati all’azione legale i comuni di Bitti, Orune, Buddusò, Nuoro e Sassari e l’Arpa Sardegna. I sindaci del territorio avevano sollecitato la Regione a opporsi al progetto del parco Eolico di potenza nominale pari a 45 MW. In particolare, il primo cittadino di Bitti, Giuseppe Ciccolini, aveva ribadito in più circostanze, “l’importanza di un’azione concreta di opposizione al provvedimento, capace di dare un segnale chiaro e inequivocabile della posizione della Regione, che rispecchia poi quella delle comunita’ interessate, nel rivendicare scelte strategiche come l’Einstein Telescope, scelte che non possono essere messe a repentaglio dalla realizzazione di parchi eolici nell’area“. “Gli stessi proprietari delle terre, individuate per insediare l’impianto Eolico“, conferma Ciccolini, “sono contrari alla realizzazione dell’intervento“.

Nel ricorso, che sarà esaminato dalla seconda sezione del Tar Sardegna, la Regione fa presente che lo stesso governo che si è pronunciato a favore dell’impianto Eolico il 10 ottobre 2022, poco prima, il 27 settembre, aveva manifestato pieno sostegno alla candidatura del vicino sito di ‘Sos Enattos‘, uno dei luoghi più silenziosi del pianeta, come sede del progetto europeo dell’Einstein Telescope, per il quale è previsto un investimento complessivo di 6 miliardi di euro. Per il parco Eolico ‘Gomoretta’ – 13 aerogeneratori alti 150 metri, ciascuno di potenza pari a 3,4 Mw – la Siemens Gamesa Renewable Energy Italy aveva presentato istanza per l’avvio del procedimento di valutazione d’impatto ambientale (Via) già nel dicembre 2017.

Il mese successivo la Regione aveva espresso parere negativo, cosi’ come il comune di Bitti e la provincia di Nuoro, in quanto il progetto non era stato considerato “compatibile con le norme vigenti“. Atti di opposizione erano stati presentati anche da 85 privati, dal comitato popolare ‘Santu Matzeu‘, da associazioni come Sardigna Natzione Indipendentzia, Italia Nostra Sardegna e Gruppo d’Intervento giuridico (Grig). Nell’ottobre 2019 anche l’allora ministero dei Beni culturali e turismo si era detto contrario, con 64 pagine di osservazioni dettagliate, dato che nell’area interessata ricadono numerosi siti d’interesse archeologico.

La società aveva impugnato i pareri negativi davanti al Tar Sardegna, che nell’agosto 2020 aveva respinto il ricorso, pronuncia poi confermata dal Consiglio di Stato a fine dicembre 2021. La Regione Sardegna evidenzia, tra l’altro, i pareri contrastanti resi dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale: a un primo no del maggio 2020 è seguito, nell’ottobre 2021, un sì, sebbene subordinato a prescrizioni, basato sulle controdeduzioni della società proponente e senza coinvolgere la Regione. Nel luglio scorso l’allora ministero per la Transizione ecologica ha rimesso al Consiglio dei ministri la decisione finale sulla questione. E dopo le elezioni del 25 settembre scorso, nell’ultima seduta del 10 ottobre, il governo Draghi ha detto sì al progetto.

Nel ricorso l’Avvocatura della Regione richiama una sentenza del novembre scorso con cui il Tar aveva annullato una deliberazione del Consiglio dei ministri di contenuto analogo e contesta l’eccesso di potere, la manifesta illogicità, irragionevolezza e arbitrarietà dell’agire amministrativo, violazione del principio di leale collaborazione e di partecipazione. “Esiste un insanabile elemento di contradditorieta’ tra piu’ atti della pubblica amministrazione“, argomenta la Regione, che ha chiesto l’annullamento degli atti impugnati, previa sospensione,”che appare in radice ostativo al percorso autorizzativo del parco Eolico“.