La violenza contro le donne è un problema mondiale. Oltre all’aspetto sociale e umano, si tratta di un fenomeno criminale che ha costi economici che vanno dall’1% al 4% del prodotto interno lordo mondiale. Durante i lockdown dovuti alla pandemia da Covid-19, le Nazioni Unite hanno coniato il termine Shadow Pandemic per descrivere l’aumento della violenza globale contro le donne.
In una recente ricerca, utilizzando la variazione dell’intensità dei blocchi imposti dal governo in India, i ricercatori hanno dimostrato che le denunce di violenza domestica sono aumentanti in modo significativo laddove le regole di blocco erano più severe. Hanno riscontrato inoltre aumenti altrettanto consistenti nelle denunce per crimini informatici. Per contro, le denunce di stupro e violenza sessuale sono diminuite proprio nei distretti con i blocchi più severi. E’ sintomo, questo, della diminuzione della mobilità femminile. Non si muovevano negli spazi pubblici, nei trasporti pubblici e nei luoghi di lavoro dove potrebbero essere maggiormente a rischio di stupro e violenza sessuale. Come a dire: se stai a casa non ti violentano.
Donne e violenze domestiche
A livello globale, una donna su tre subisce violenza da parte del partner. Gli studi hanno dimostrato che la violenza contro le donne (VAW) ha un impatto negativo sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, sui guadagni, sulla salute mentale, sulla salute dei bambini e sui consumi domestici.
Gli atteggiamenti nei confronti della violenza domestica svolgono un ruolo importante nell’incidenza e nella segnalazione della violenza domestica durante la pandemia di Covid-19 e i blocchi. Questa, spiegano i ricercatori, “è una lezione importante per i responsabili politici poiché potremmo non essere in grado di ridurre la violenza contro le donne a meno che non riusciamo a cambiare gli atteggiamenti e le norme sociali sulla violenza“. I distretti in cui una percentuale maggiore di mariti riferisce che picchiare le mogli è giustificato vedono un aumento maggiore delle denunce di violenza domestica durante i blocchi. Allo stesso tempo, i distretti in cui una percentuale maggiore di mogli riferisce che un marito che picchia la moglie è giustificato vedono un minor numero di denunce di violenza domestica. Ciò è coerente con una diminuzione delle denunce quando le donne ritengono che la violenza domestica contro le mogli sia giustificata. L’aumento della violenza domestica è continuato per almeno un anno dopo l’inizio del lockdown.
Lockdown: dannosi ma anche inutili
Durante i lockdown si sono verificati anche un aumento dei casi di Covid, perdite di reddito e consumi dovute all’insicurezza del lavoro e un aumento generale dell’insicurezza economica. C’è stata anche un’impennata dello stress correlato alla povertà, nonché un aumento dell’insicurezza alimentare e un calo della salute mentale femminile. Tutto ciò è stata esclusiva conseguenza delle politiche di contenimento del Covid-19. Oltre alla dannosità, dunque, dallo studio emerge l’inutilità dei blocchi anti Covid.
