Giubilei: “la transizione ecologica non danneggi l’economia, no all’ideologizzazione”

Francesco Giubilei sulla transizione ecologica: “quello che è accaduto negli ultimi anni è stata una ideologizzazione della questione ambientale”

Nel processo di transizione ecologica nel quale sono impegnate l’Italia e l’Europa bisogna recuperare il “buon senso senza mettere in contraddizione il tema dell’economia rispetto a quello dell’ambiente, adottando dei criteri “di progressività. Non possiamo pensare di avviarla dall’oggi al domani con delle tempistiche limitate. E’ chiaro che bisogna aumentare le rinnovabili o il ricorso all’auto elettrica. Bisogna però avere anzitutto una filiera interna che garantisca le materie prime. Il vero tema è quello di non avere un approccio ideologico”. È il punto di vista sui temi ambientali, condiviso con l’AdnKronos, di Francesco Giubilei, Direttore editoriale della casa editrice Historica e autore tra l’altro dei volumi ‘Sovranità energetica. Dagli errori della transizione ecologica alla guerra in Ucraina’ (Giubilei Regnani) e ‘Conservare la natura. Perché l’ambiente è un tema caro alla destra e ai conservatori’ (Giubilei Regnani).

Giubilei: “ambientalismo utopico”

È necessario che il Centro-Destra, sottolinea Giubilei, “soprattutto in questa fase di governo, sia in grado di declinare una proposta alternativa sul tema dell’ambiente che tenga in considerazione le esigenze delle piccole e medie imprese e le esigenze sociali dei ceti più deboli”. Si tratta, insomma, di realizzare “una transizione ecologica che non si metta in contraddizione con gli scenari economici e non colpisca chi è più in difficoltà. Non tutti i cittadini, ad esempio, hanno la possibilità di possedere un’auto elettrica o di ristrutturare una casa. Sotto vari punti di vista questa è una transizione ecologica classista. Chi vive nei centri storici può permettersi di non usare più la macchina e muoversi con la mobilità sostenibile. Ma chi vive in periferia si confronta con problematiche concrete. Il problema di questo ambientalismo è che, come talvolta avviene a sinistra, è molto utopico.

Transizione ecologica e sicurezza energetica

Secondo Giubilei, sul fronte della transizione ecologica, c’è un altro punto fondamentale da affrontare: “è quello della sicurezza energetica connessa alla Cina. Se si dismette il motore endotermico, colpendo anche l’indotto, avremo sempre più bisogno delle batterie, settore nel quale non abbiamo ancora sviluppato una filiera europea. Ciò vuol dire che ci dovremmo legare mani e piedi proprio alla Cina”.

“Ideologizzazione della questione ambientale”

Più in generale, Giubilei osserva che “il tema dell’ambiente, così come quello della cultura, in realtà non dovrebbe appartenere alla destra o alla sinistra perché dovrebbe unire tutti i cittadini. Quello che però è accaduto negli ultimi anni è stata una ideologizzazione della questione ambientale, per cui l’area progressista ha portato avanti una visione che nasce da una prospettiva globale. La prospettiva dei conservatori, da un punto di vista culturale, propone invece un’idea alternativa di ecologismo ancora prima che di ambientalismo che parte dalle comunità locali“. Questo significa, in altre parole, adottare una visione ambientale che muova i suoi primi passi “nel proprio quartiere o nella propria città e che arrivi al livello globale. Una visione che tenga in considerazione l’uomo non come un nemico della natura ma come parte del creato“.