Ottantanove anni fa, il 9 marzo 1934, nasceva nel villaggio di Yura un uomo divenuto emblema dell’esplorazione dello Spazio. Yuri Gagarin è diventato l’idolo di milioni di persone in tutto il pianeta e il suo sorriso è diventato un simbolo.
Gagarin, il primo uomo nello Spazio
Il 12 aprile 1961, a soli 27 anni, Yuri Alexeievich Gagarin ha cambiato il corso della storia: il giovane pilota dell’aviazione sovietica, figlio di un carpentiere, è divenuto il primo uomo ad andare nello Spazio. Il lancio della navetta Vostok, una sfera di 2 metri e mezzo di diametro, pesante 4,6 tonnellate e sistemata in cima a un missile balistico, è avvenuto in gran segreto alle 09:07 ora di Mosca. Si era nel pieno della Guerra fredda e l’Unione Sovietica di Nikita Kruscev non poteva permettersi un fallimento in diretta mondiale. La navicella ha fatto il suo dovere e la missione è stata un vero successo.
“Vedo la Terra, è bellissima – ha urlato Gagarin – distinguo i continenti, le isole e i fiumi l’orizzonte è straordinario, circondato da un alone blu”. Il volo è durato un’ora e 48 minuti, un’unica orbita intorno al pianeta a 27.400 km/h ad un’altezza di circa 302 Km. Dopo aver sorvolato Giappone, Sudamerica e Ocean Atlantico, sull’Africa la Vostok ha acceso in automatico i retrorazzi per rallentare e, all’altezza della Turchia, ha iniziato la procedura di rientro. E’ stato solo a quel punto che qualcosa si è inceppato: la navetta ha preso a ruotare su se stessa per la rottura di un cavo e solo quando ha ceduto del tutto Gagarin ha ripreso il controllo riuscendo a rientrare sano e salvo, lanciandosi come previsto con il paracadute a 7mila metri d’altezza.
Al suo rientro Gagarin è divenuto un vero e proprio eroe nazionale, e la sua fama si è diffusa in tutto il mondo. E’ entrato nella storia, sebbene non sia tornato mai più in orbita. E’ morto giovanissimo, solo 7 anni dopo, a 34 anni, in un incidente di volo ai comandi del suo caccia.
