“Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto con le aziende italiane” sulla nuova costellazione di satelliti IRIDE di Osservazione della Terra e “siamo nei tempi delle scadenze del PNRR”. Lo ha detto il Direttore di ESA Esrin e dell’Osservazione della Terra di ESA, Simonetta Cheli, presentando, oggi al centro ESA di Frascati, il team industriale e l’agenda del grande progetto italiano IRIDE di Osservazione della Terra. “Con IRIDE siamo nei tempi del PNRR, i contratti sono stati tutti firmati entro il 31 marzo scorso” alla scadenza prevista dal PNRR, ha detto Cheli. Parlando con i giornalisti, Cheli ha ricordato che il programma IRIDE è dotato di “un budget complessivo dato in gestione all’ESA di circa 1 miliardo e 70 milioni di euro, e considerando anche i lanciatori, si arriva 1 miliardo e 300 milioni di euro”.
IRIDE, ha sottolineato Cheli, è uno tra i più importanti programmi spaziali satellitari europei di Osservazione della Terra che sarà realizzata in Italia, su iniziativa del Governo e grazie alle risorse del PNRR e sarà completata entro il 2026 sotto la gestione dell’ESA e con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Cheli ha ricordato che il programma IRIDE sarà dotato di 34 satelliti – di cui già sono stati firmati i contratti – a cui si aggiungono altri 35 satelliti opzionali”. “Adesso – ha detto il Direttore di ESA Esrin – guardiamo già alle prossime scadenze, ovvero il lancio previsto per il 2025 ed i prodotti ed i servizi che sono attesi per il 2026“.
La costellazione IRIDE
Era il dicembre 2021 quando il Governo italiano ha affidato all’Agenzia Spaziale Europea l’impegnativo incarico di sviluppare il sistema IRIDE. E l’ESA oggi ha ufficializzato di avere raggiunto il primo degli obiettivi programmatici imposti dal PNRR, ovvero l’aggiudicazione di tutti i contratti entro il termine del 31 marzo 2023. Il comparto industriale spaziale italiano partecipa al progetto, finanziato grazie ai fondi dedicati allo spazio presenti nel PNRR, con oltre 47 aziende, che costruiranno il sistema e offriranno servizi agli utenti. È rilevante anche l’adesione di oltre 10 Amministrazioni, che rappresentano circa il 23% della superficie italiana, il 37% della popolazione, il 33% del Pil nazionale, che utilizzeranno i dati che IRIDE metterà a disposizione nei prossimi anni. Tra le aziende che concorrono, a vario titolo, all’upstream e al downstream del programma Iride ci sono Leonardo, Thales Alenia Space Italia, Sital, D-Orbit, Optec, Argotec, Off Stellare, Medialario, Arianespace, Avio Stellar Project, Science & Technology Italy, Telespazio, Exprivia.
Cheli: “Iride sistema complementare a Copernicus”
“L’Europa guadagna con IRIDE un sistema complementare nazionale al sistema europeo Copernicus con dati in più, con risoluzioni maggiori e con una ripetitività in termini di revisit sull’Italia, ma anche su altri Paesi come il Mediterraneo, e tutto quello che è collegato ad attività italiane“, ha sottolineato inoltre Cheli. L’ESA ha evidenziato che la costellazione, insieme ad altri sistemi spaziali nazionali ed europei, è concepita per servire le Amministrazioni Pubbliche, quali la Protezione Civile e molte altre, per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Fornirà, infine, dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e industrie di settore.
In particolare IRIDE offrirà 8 macro servizi relativi al monitoraggio marino e costiero, alla qualità dell’aria, al monitoraggio dei movimenti del terreno, alla copertura del suolo, all’idro meteo clima, al monitoraggio delle risorse idriche, alla gestione delle emergenze e alla sicurezza. Iride è un sistema end-to-end costituito da costellazioni di satelliti Leo (Upstream Segment), dall’infrastruttura operativa a terra (Downstream Segment) e dai servizi destinati alla Pubblica Amministrazione italiana (Service Segment). Essendo basata su una serie di strumenti e tecnologie di rilevamento diverse, la costellazione Iride sarà unica nel suo genere e spazia dall’imaging a microonde – tramite Radar ad Apertura Sintetica, Sar – all’imaging ottico – a varie risoluzioni spaziali (dall’alta alla media risoluzione) – e in diverse gamme di frequenza, dal pancromatico, al multispettrale, all’iperspettrale, alle bande dell’infrarosso.
IRIDE, conclude Simonetta Cheli, “è un progetto abbastanza unico sia in termini di investimenti, un miliardo e 70 milioni di euro, sia in termini di architettura sia in vista di quello che potrà offrire in termini di dati”.
