Esattamente 55 anni fa, il 5 giugno del 1968, sull’Etna si formava il cratere Bocca Nuova. L’INGV ricorda l’evento tramite un articolo pubblicato sul blog INGVvulcani, in cui si parla dei crateri sommitali del vulcano e del suo essere “trasformista“. “Il Monte Etna è il più alto vulcano attivo dell’Europa continentale (3324 m sul mare) e si erge lungo la costa orientale della Sicilia sopra un’area di oltre 1250 kmq. L’area craterica sommitale non rimane mai uguale nel tempo, anzi, si trasforma continuamente. Basti pensare che solo centoventi anni fa la cima del vulcano culminava con un unico Cratere Centrale, mentre oggi ne troviamo ben cinque, a riprova di rapidi e marcati cambiamenti morfo-strutturali (Figura 1)”, si legge nell’articolo a firma di Marco Neri.
Come è fatta la cima dell’Etna?
“Nella zona apicale del vulcano sono, oggi, attivi cinque apparati eruttivi principali che si sono formati ed accresciuti nel corso degli ultimi decenni. Fino ai primi anni del XX Secolo, in cima all’Etna era presente unicamente il Cratere Centrale. Nel 1911, sul fianco settentrionale del Cratere Centrale nasce il Cratere di Nord-Est. Successivamente, all’interno del Cratere Centrale si formano la Voragine (nel 1945) e la Bocca Nuova (nel 1968). Nel 1971, sul fianco sud-orientale del Cratere Centrale si forma il Cratere di Sud-Est, che rimane attivo fino al 2007. Poi inizia ad accrescersi anche il Nuovo Cratere di Sud-Est, appoggiato sul fianco orientale del “vecchio” Cratere di Sud-Est”, spiega Neri, che nel suo articolo riassume la storia eruttiva di questi apparati.
La Bocca Nuova
Per quanto riguarda la Bocca Nuova, della quale oggi si ricorda la nascita, Neri spiega che “nasce nella primavera del 1968 sul fianco occidentale del Cratere Centrale. Fino alla metà del 1997, la Bocca Nuova è caratterizzata prevalentemente da fenomeni di subsidenza del fondo craterico ed occasionale, modesta attività stromboliana ed effusiva intracraterica, che causano il progressivo allargamento del cratere fino ad un diametro massimo di oltre 350 m. Nel periodo 1997-1999, un’intensa attività eruttiva intracraterica causa il progressivo riempimento della Bocca Nuova, che poi culmina in una violenta eruzione ad ottobre-novembre 1999 (Figura 5). Dopo un’ulteriore fase di subsidenza ed approfondimento craterico, dal 2011 la Bocca Nuova torna a produrre attività stromboliana ed effusiva intracraterica, ma di modesta entità. Le forti eruzioni della limitrofa Voragine di Dicembre 2015 e Maggio 2016 scaricano gran parte dei loro prodotti dentro la Bocca Nuova, riempiendola fino all’orlo e occludendone il fondo. Da ottobre 2016, il fondo di questo cratere sprofonda riaprendosi, ed oggi la maggior parte del pennacchio gassoso dell’Etna è prodotto proprio dai gas che emergono dalla Bocca Nuova”.
