Pubblicato oggi il Rapporto ISTAT sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – Sdgs). L’Istituto ha presentato l’aggiornamento e l’analisi delle misure statistiche finalizzate al monitoraggio dell’Agenda 2030 (declinata in 17 Goal) per il nostro Paese, registrando “un quadro variegato” per gli andamenti relativi all’ultimo anno e “segnali positivi più numerosi” rispetto ai 10 anni precedenti. La sesta edizione del Rapporto sui Sustainable Development Goals include la diffusione di 372 misure statistiche connesse a 139 indicatori tra quelli proposti dall’Inter-Agency and Expert Group on Sdg Indicators (Un-Iaeg-Sdgs) delle Nazioni Unite, per il monitoraggio degli avanzamenti dell’Agenda 2030 a livello globale. L’analisi dell’evoluzione temporale delle misure statistiche ISTAT-Sdgs è stata condotta confrontando i dati dell’ultimo anno disponibile (prevalentemente il 2021 o il 2022) con quelli riferiti all’anno precedente e a 10 anni prima.
“Gli andamenti relativi all’ultimo anno mostrano un quadro variegato: il 42,6% delle misure è in miglioramento rispetto al target definito dall’Agenda 2030, il 24,6% stazionario e il 32,8% segnala un peggioramento. La percentuale di misure con variazione positiva è significativamente elevata per il Goal 17 (Partnership per gli obiettivi), in cui migliorano tutte le misure che riguardano l’uso dell’Ict, eccetto la percentuale di persone che usano il web per acquistare beni o servizi, che arretra dopo i massimi raggiunti nel 2021, in concomitanza con il lockdown. Anche il Goal 5 (Parità di genere) registra un’elevata quota di misure in miglioramento, legate in particolare all’aumentata presenza delle donne nelle posizioni direttive. Nel Goal 7 (Energia pulita) si registrano i livelli più elevati di indicatori in peggioramento, a causa della forte ripresa dei consumi energetici post-pandemica e, al contempo, di una non altrettanto intensa crescita dei consumi da fonti rinnovabili. Anche per il Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni) la percentuale di misure in peggioramento è consistente, a causa dell’aggravarsi delle condizioni di affollamento delle carceri e della soddisfazione verso i servizi pubblici,” spiega l’ISTAT. Rispetto ai 10 anni precedenti, “i segnali positivi sono più numerosi: il 58,6% delle misure infatti risulta in miglioramento, mentre il 21,3% resta stazionario e il 20,1% segnala un peggioramento. Nei Goal 5 (Parità di genere), 7 (Energia pulita), 8 (Lavoro e crescita economica), 12 (Consumo e produzione responsabile), 16 (Pace, giustizia e istituzioni) e 17 (Partnership per gli obiettivi), tre quarti o più delle misure presentano una variazione positiva, mentre nei Goal 2 (Fame zero), 4 (Istruzione), 11 (Città sostenibili) e 13 (Cambiamento climatico) oltre un terzo degli indicatori peggiora“.
Secondo quanto emerge dal Rapporto ISTAT sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – Sdgs) relativamente al Goal 6 “Acqua pulita e igiene”, nel 2022, circa una famiglia su tre non si fida di bere l’acqua del rubinetto e quasi una su dieci lamenta irregolarità nel servizio di distribuzione dell’acqua nell’abitazione. Nel 2020, l’Italia si colloca al secondo posto tra i Paesi dell’Ue per il prelievo pro capite di acqua potabile (155 metri cubi annui). Nello stesso anno, si confermano condizioni di criticità nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile: l’efficienza, stabile rispetto al 2018, si attesta al 57,8%. Sempre nel 2020, circa 7 milioni di abitanti sono privi di servizio pubblico di fognatura comunale. Nel periodo 2015-2019, poi, lo stress idrico più alto è nel distretto idrografico del Fiume Po, condizionato dal maggior prelievo per l’agricoltura rispetto agli altri distretti idrografici.
Relativamente al Goal 7 “Energia pulita e accessibile”, dopo il crollo registrato nel 2020, i consumi energetici sono in netto aumento nel 2021; l’Italia (+9,8%) cresce più della media Ue27 e delle principali economie europee. Sempre nel 2021, l’apporto complessivo da fonti rinnovabili al consumo finale lordo di energia (19,0%) è in flessione rispetto al 2020. Nel 2021, il settore residenziale registra un rilevante incremento dei consumi finali pro capite (+5,0%), riportandosi sugli standard di dieci anni fa.
Relativamente al Goal 11 “Città e comunità sostenibili”, emerge che gli eventi estremi meteo-climatici sono in aumento nel 2021 nei capoluoghi di regione rispetto ai valori climatici 1981-2010. Sul fronte dello smog, nel 2021, continua a ridursi l’inquinamento da Pm2,5, ma resta su livelli in gran parte sopra i riferimenti indicati dall’Oms per ridurre i danni alla salute. Aumenta nel 2021, invece, dopo il crollo del 2020 (-18,7% rispetto al 2019), l’offerta di trasporto pubblico locale, che raggiunge i 4.740 posti-km.
Relativamente al Goal 13 “Agire per il clima”, emerge che gli incendi forestali sono sempre più frequenti: tra il 2020 e il 2021, il numero dei roghi è aumentato del 23,1% e la superficie boschiva coinvolta è più che raddoppiata. Le emissioni di gas serra, in forte calo nel 2020, in Italia (-10,6%) e in Europa (-10,2%), nel 2021 tornano a salire (+6,2%), per effetto della ripresa delle attività di produzione e della mobilità. . Sempre nel 2021 – rileva ISTAT – le emissioni delle attività produttive aumentano più intensamente di quelle delle famiglie (+6,4 contro +5,7%). Nel 2022, il 71% delle persone di 14 anni e più colloca la preoccupazione per cambiamenti climatici ed effetto serra tra le prime cinque preoccupazioni ambientali.
Relativamente al Goal 14 “La vita sott’acqua“, nel 2022, il 10,6% delle aree marine sono tutelate, in linea con il target Sdgs 14.5 e con gli obiettivi della conservazione della biodiversità (Aichi Target on Biodiversity).
Relativamente al Goal 15 “La vita sulla terra”, nel 2022, il sistema italiano delle aree protette copre il 21,7% del territorio nazionale e include, in media, il 75,9% delle 172 Aree chiave per la biodiversità del nostro Paese. La copertura delle aree protette è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi dieci anni ed è proporzionalmente inferiore alla media Ue27, che invece è passata dal 18,5% del 2012 al 26% del 2021. Nel 2021, le superfici forestali certificate aumentano dello 0,8% (+18,8% dal 2011). Tuttavia, l’Italia resta tra i Paesi Ue dove la certificazione di sostenibilità è meno diffusa in rapporto all’estensione delle aree forestali. La diffusione delle specie alloctone, una delle principali minacce per la biodiversità, mostra per la prima volta segnali di rallentamento: nel decennio 2012-2021 sono state individuate in media 11,5 nuove specie per anno, contro le 12,4 del decennio precedente.
