”Massima collaborazione istituzionale, ma non c’è tempo per ulteriori rinvii. Ci vogliono i fondi per concludere gli interventi in corso e avviarne altri urgenti. Così come servono le risorse per i cittadini e le imprese che hanno subito danni ingenti. Noi siamo già operativi dal 2 maggio. Senza i finanziamenti, i cantieri si fermano”. Il vicepresidente della Regione con delega alla Protezione Civile, Irene Priolo, annuncia che la Regione Emilia Romagna ha inviato oggi la rielaborazione del pacchetto di interventi più urgenti volti al ripristino delle infrastrutture strategiche, che complessivamente vale 1,9 miliardi. Come chiesto dal capo Dipartimento nazionale di Protezione Civile, Fabrizio Curcio, appena sette giorni fa, il fabbisogno già presentato al Governo la scorsa settimana è stato suddiviso tra cantieri già chiusi, in corso e da avviare e rendicontare entro l’anno. L’obiettivo è stabilire le priorità di esecuzione delle opere in particolare su fiumi e viabilità.
”Al momento le uniche risorse certe sono solo 30 milioni di euro attribuiti con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, ma abbiamo cantieri in corso per 521 milioni di euro e altri urgenti da realizzare entro i prossimi nove mesi per 574 milioni – spiega Priolo – Anche se la procedura che ci hanno chiesto è inusuale, ci siamo adoperati perché non abbiamo più tempo da perdere. Abbiamo cantieri che si stanno fermando, aziende che hanno bisogno di essere pagate e una regione da mettere in sicurezza e far ripartire, sono trascorsi quasi due mesi e abbiamo bisogno che il Governo adotti un decreto a carattere pluriennale il prima possibile”.
”Per quanto riguarda i rimborsi a cittadini, abbiamo attivato il meccanismo per erogare i primi 5mila euro di contributi con l’anticipo di 3mila a luglio, che trovano copertura nei 200 milioni stanziati con il DL 61 e che il Dipartimento trasferirà direttamente ai cittadini. Ma siamo ancora a una cifra lontanissima dalla copertura dei danneggiamenti e temo per la disperazione di cittadini che non stanno vedendo un segnale per il loro futuro. Invece, sul fronte delle imprese, al momento non c’è neanche lo stanziamento per i primi ristori e anche in questo caso, ancorché anomalo, lunedì presenteremo una proposta sui criteri per poter attribuire almeno i primi 20mila euro. Il Governo nel DL 61 ha deciso di finanziare situazioni collaterali, come la cassa integrazione o la dilazione dei termini di pagamento ma non c’è nulla per i danneggiamenti”, ha detto ancora Priolo.
“Stiamo intervenendo sulle priorità, togliendo le persone dall’isolamento. Ho avuto una riunione ieri col Ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, in realtà convocata da tempo sulle norme antincendio nei boschi. Ho spiegato al Ministro che noi abbiamo gli incendi sui rifiuti degli alluvionati, ma al di là di questo siamo di fronte al fatto che se avessimo un incendio in un bosco, tra i nostri Appennini romagnoli, non riusciremmo a raggiungerlo da terra. Non è una criticità molto probabile, visto che è piovuto tanto, ma se dovesse accadere dovremmo passare necessariamente per via aerea. E, soprattutto, non riusciremmo a gestire altre emergenze…“, ha concluso Priolo.
