La Cina vuole mettere in orbita attorno alla Luna una piccola costellazione di satelliti per creare un radiotelescopio che apra una nuova finestra sull’universo. L’array consisterebbe in un satellite “madre” e otto mini velivoli “figli”. La prima elaborerebbe i dati e comunicherebbe con la Terra, e gli altri dispositivi rileverebbero i segnali radio dai confini più remoti del cosmo, ha spiegato Xuelei Chen, astronomo della China National Space Administration (CNSA), alla conferenza Astronomy From the Moon.
Inserire un tale array in orbita attorno alla Luna sarebbe tecnicamente più fattibile che costruire un telescopio direttamente sulla superficie lunare, un’impresa che la NASA e altre agenzie spaziali stanno attualmente considerando come uno dei prossimi grandi passi. “Ci sono una serie di vantaggi nel fare questo in orbita invece che in superficie perché è tecnicamente molto più semplice,” ha sottolineato Chen durante la conferenza. “Non ci sarebbe bisogno di atterraggio e dispiegamento, e siccome il periodo orbitale lunare è di due ore possiamo usare l’energia solare. Una soluzione più semplice rispetto all’installazione sulla superficie lunare dove se vuoi osservare durante il periodo della notte lunare devi fornire l’energia per quasi 14 giorni“.
L’innovativo progetto denominato “Hongmeng Project” potrebbe diventare operativo nel 2026 e aprirebbe una finestra nuova su una porzione dell’universo finora quasi del tutto invisibile. L’obiettivo sarebbe in particolare quello di osservare le tracce di luce al di sotto dei 30 megahertz, ossia le radiazioni risalenti alla cosiddetta Epoca oscura, quando l’universo giovane era ancora permeato da una fitta nebbia di gas che non permetteva alla luce di muoversi liberamente.
