Occorre ”adattare i sistemi della Protezione Civile al cambiamento climatico”, ma allo stesso tempo ”vanno fatte scelte politiche a lungo termine per mitigare le conseguenze di questo cambiamento climatico” che rende ”sempre più frequenti le situazioni fuori dall’ordinario”. Lo ha dichiarato il direttore della Protezione Civile Fabrizio Curcio alla Farnesina all’evento di lancio del Pprd Med – ‘Prevention, Preparedness and Response to natural and man-made disasters’. ”La storia degli ultimi mesi, non solo in Italia, ci ha dimostrato che il cambiamento climatico richiede una riflessione urgente anche sul ruolo della Protezione Civile soprattutto nell’area del Mediterraneo’‘, dove ‘‘la conformazione di molti territori è simile”, ha aggiunto Curcio sottolineando che ”il cambiamento climatico in corso sta rendendo tutto più complesso e rapido”.
Quindi ”per proteggere il nostro territorio dai rischi ci accomunano è un imperativo cambiare le nostre capacità e le nostre metodologie’‘, ha dichiarato. ”Non esistono soluzioni miracolose, ma vanno gestite le aspettative delle nostre comunità, che si aspettano sicurezza in tempi brevi”, ha proseguito Curcio dicendo che ”i nostri governi affidano alla Protezione Civile responsabilità sempre maggiori”. Serve quindi ‘‘passare da una prospettiva breve termine a una a lungo termine”. E ‘‘questo impegno non può essere portato avanti in maniera indipendente”, ma ‘‘è importante un meccanismo europeo di Protezione Civile che ha già avuto un grande successo e il cui mandato si sta evolvendo’‘. Curcio si dice convinto che ”porteremo avanti insieme cambiamenti importanti e positivi’‘ in cui ‘‘l’Italia continuerà a impegnarsi nell’area mediterranea”.
Protezione Civile Ue: presto mappatura dei rischi dei Paesi mediterranei
Una mappatura dei rischi nei Paesi del Mediterraneo dovuti al cambiamento climatico: è uno dei punti di un piano che sta mettendo a punto Echo, l’organismo europeo per la Protezione Civile e le operazioni di aiuto umanitario europee, annunciato dal direttore generale, Maciej Popowski, al panel in corso alla Farnesina sui cambiamenti climatici. Un piano che si sta realizzando in collaborazione con l’Unione del Mediterraneo. Altri punti allo studio, ai fini di una “sinergia e cooperazione più stretta” fra le istituzioni, la valutazione anche dell’apporto delle organizzazioni di volontariato, dei centri sub regionali per coordinare le emergenze. Popowski ha anche sottolineato che in vista dell’estate 2023 “la stagione degli incendi è già cominciata“, complici le alte temperature e la siccità.
