Costruire la prima infrastruttura di logistica nello spazio, una rete di trasporti, comunicazioni, movimenti, riparazioni e potenza di calcolo che permetta di fare in orbita tutto quel che facciamo anche a Terra. E’ il sogno di Luca Rossettini, fondatore di D-Orbit una delle più innovative aziende del settore spazio ormai leader della logistica spaziale, che all’Aws Summit di Milano ha raccontato i primi successi nel portare il cloud in orbita. “La logistica è un qualcosa di invisibile ma fondamentale a cui non facciamo caso, ma senza la logistica non potremmo produrre neanche banalmente una penna. Per fare qualsiasi cosa serve una rete di comunicazione, servono tecnologie di vario tipo, distributori, negozi, etc. Vogliamo costruire la prima infrastruttura di logistica in orbita”, ha detto Rossettini.
E’ una visione al limite della fantascienza quella offerta dal fondatore di D-Orbit alla platea di Aws Summit ma allo stesso tempo uno scenario fatto da tanti piccoli elementi già oggi concreti e tanti traguardi raggiungibili nel breve periodo. Nota per la produzione di ‘camioncini’ spaziali, gli Ion Satellite Carrier, D-Orbit ha recentemente portato in orbita i primi esperimenti di cloud, ossia creare una rete tra satelliti capaci di condividere tra loro informazioni e scambiarsi potenza di calcolo. Nonostante i satelliti siano oggetti altamente tecnologici sono in realtà ‘poveri’ di potenza di calcolo, questo perché lo spazio è un ambiente estremamente ostile, capace di ‘friggere’ in pochi anni o mesi le componenti elettroniche, difficoltà che hanno in qualche modo obbligato a usare i satelliti come una sorta di semplice occhio senza intelligenza che invia a Terra tutti i dati acquisiti.
Un trasferimento che costa molto ma in questi anni il mondo spaziale è in rapida trasformazione, primo tra tutti i costi di lancio. “Come noi, in molti qui sulla Terra adottano il cloud perché ti permette di avere molta più potenza di calcolo e non solo quella a costi più bassi e in modo più efficiente. L’idea – ha aggiunto – è fare lo stesso anche nello spazio”. Un primo fondamentale esperimento è stato completato con successo proprio da D-Orbit con Aws a fine 2022, dimostrando come le tecnologie cloud possano elaborare i dati direttamente in orbita riducendo la quantità dei dati scaricati a Terra del 98%.
“Vogliamo andare oltre, costruire una vera infrastruttura e anche la costellazione Iride servirà a sperimentare queste tecnologie, in particolare con le comunicazioni ottiche tra satelliti sviluppate con la startup Stellar project”, ha aggiunto Rossettini. Un sogno che punta in futuro a creare una vera rete di comunicazione per satelliti, server dedicati all’elaborazione e veicoli per la manutenzione. “Non avrà neanche più senso costruire i satelliti a Terra – ha concluso Rossettini – li produrremo direttamente nello spazio usando detriti già in orbita”.
