Pichetto: “i tempi Ue sull’inquinamento zero sono inadeguati”

Il Ministro Pichetto critica la tempistica della direttiva europea sulla riduzione degli inquinanti: “auspichiamo un confronto con la Commissione"

La tempistica prevista dalla direttiva” europea sulla riduzione degli inquinantiappare inadeguata a raggiungere i target fissati in quanto non vi sarebbe la reale possibilità di implementare le necessarie azioni coordinate a livello europeo, nazionale e locale“. Così il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto al question time alla Camera aggiungendo che “auspichiamo un confronto, anche bilaterale, con la Commissione europea per valutare la correttezza dei dati e della metodologia utilizzata per la stesura della bozza di direttiva, in modo tale da evitare, in uno spirito di leale collaborazione, di avallare presupposti errati che inficino ab origine la fattibilità delle politiche messe in campo“.

Rispondendo all’interrogazione del deputato Luca Squeri sulla proposta di Direttiva Europea sulla qualità dell’aria, Pichetto ha ricordato che “nonostante i significativi livelli di riduzione degli inquinanti raggiunti in Europa negli ultimi tre decenni, l’inquinamento dell’aria resta un problema rilevante che obbliga gli Stati membri a innalzare i target sulla qualità dell’aria in linea con le raccomandazioni dell’Oms”. L’Italia, ha aggiunto il Ministro, “ha manifestato apprezzamento sul livello di ambizione posto dalla proposta europea, ma contestualmente, come ribadito ieri in occasione del Consiglio europeo dei Ministri dell’Ambiente, ha richiesto alla Commissione di fissare tempistiche cui si possa ragionevolmente ottemperare”.

Nella definizione dei parametri da raggiungere – ha precisato Pichetto – non si può non tener conto delle caratteristiche dei singoli Paesi e della presenza di peculiarità di natura orografica e meteorologica che impediscono la dispersione degli agenti inquinanti, come quelle rilevabili nel bacino padano. In tale area, e pur in presenza di un solido apparato produttivo, le regioni hanno contribuito a un significativo miglioramento della qualità dell’aria negli ultimi anni. Questo impegno non va dissipato, ed è anzi in armonia con la possibilità di modulare gli scenari di rientro in modo realistico, senza conseguenze negative sul sistema produttivo, economico e sociale del Paese. L’obiettivo di inquinamento zero – ha rilevato il Ministro – non può prescindere da un sano pragmatismo che deve essere accompagnato da campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema e da appositi fondi, anche europei, che aiutino le politiche integrate sui territori”.